domenica 19 settembre 2010

Recensione - Il fantasma dell'opera

Cari lettori,
oggi vi propongo, la recensione di un classico della letteratura del secolo scorso: Il fantasma dell'Opera di Gastone Leroux.

IL FANTASMA DELL'OPERA
GASTONE LEROUX
NEWTON COMPTON
256 PAGINE
6.00 EURO
PAPERBACK



Trama:

Sono molte, a tutt'oggi, le riduzioni cinematografiche - la più bella e la più fedele quella del 1925 con Lon Chaney, la più recente quella diretta da Joel Schumacher, trasposizione del musical di Andrew Lloyd Webber - che hanno consacrato la popolarità di questa originalissima opera scritta da Leroux nel 1911. La storia dell'amore di Erik - costretto a nascondere le sue orrende fattezze dietro una maschera - per Christine, la giovane soprano tanto graziosa quanto inesperta, si svolge tutta nell'ambiente del teatro dell'Opera, che diviene alter ego del Fantasma, luogo che crea l'azione. Campione di tutti gli eccessi, "mostro" al pari di Frankenstein e del Conte Dracula, la educherà, s'impossesserà di lei, riuscirà a far sgorgare dal petto della sua schiava d'amore una voce sublime. Una macchina narrativa sapientissima consente a Leroux di tenere in perfetto equilibrio commedia, avventura, poliziesco e grandguignol; così che alla fine della lettura ci accorgiamo di essere stati catturati da una storia tanto carica di suggestioni quanto lineare ed emblematica.

Commento personale:

Premetto innanzitutto che il libro è stato scritto nel 1911, quindi un secolo fa. Inevitabilmente, quindi, questo fatto si sente in alcuni punti della prosa che ne risulta un po appesantita. Tuttavia il Fantasma dell'Opera  è un grande romanzo!
Tutto dalle ambientazioni, ai personaggi, alla storia sono memorabili.

Una storia d'amore struggente e appassionata eppure allo stesso tempo dolce e quasi infantile, che commuove per la sua semplicità e tragicità.

Leroux usa espedienti narrativi, davvero molto ingegnosi: ci prende per mano e ci conduce nei sotteranei dell'Opera, per le strade di una Parigi notturna e artistica. Ci svela i segreti del Signore delle botole, il temibile e astuto Erik e della sua ossessione/passione per Christine Daeè .Saprà unire sapientemente, tragedia a umorismo e cercherà di presentarci documenti e testimonianze dell'esistenza del Fantasma, cercando invece di mostrarcelo come uomo. 

Eppure Erik rimane un fantasma, solo nella seconda parte del romanzo infatti, cominciamo a conoscerlo, a conoscere un po più del suo passato e della sua personalità. 
Solamente nelle ultimissime pagine, poi veniamo a conoscenza dei suoi più reconditi sentimenti, pronunciati da lui stesso e non più da terzi e se ne rimane quasi disarmati, sicuramente commossi.

Mi piaciuto tantissimo leggere questo romanzo, ha delle scene davvero memorabili, che sono rimaste, credo nella letteratura: come si può dimenticare il ballo in maschera dove fa la sua apparizione la Morte Rossa? 

Assolutamente consigliato, quindi se volete respirare aria di altri tempi, godendovi un ottimo romanzo

GIUDIZIO: 5/5


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