Visualizzazione post con etichetta Interviste. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Interviste. Mostra tutti i post

mercoledì 6 marzo 2013

Due chiacchiere con...Miki Monticelli


Cari Lettori,
se vi ricordate qualche tempo fa avevo annunciato una mini sorpresina! Ebbene, quest'oggi con immenso piacere, vi propongo la mia intervista a Miki Monticelli, autrice della favolosa trilogia della Scacchiera edita Piemme Freeway (QUI la mia recensione), che si è gentilmente prestata per questa mia iniziativa. Senza altre esitazioni dunque, vi lascio alle domande e alle risposte!

1) Ciao Miki, benvenuta su Forgotten Pages. E' un piacere e un onore averti qui con me come ospite oggi.Partiamo con una domanda di rito: chi è Miki Monticelli? Descriviti ai miei lettori.

Ciao a tutti! È un piacere per me essere qui... dunque, non saprei davvero come descrivermi. Una divoratrice di libri che passa il tempo a lambiccarsi il cervello con domande astruse... che per lo più generano storie!

2)Sul risvolto di copertina dei tuoi libri leggo che sei laureata in ingegneria elettronica, qualcosa di molto lontano dal fantasy, o no?Come riesci a far convivere due aspetti così agli antipodi? Quando hai capito che quello che volevi fare era la scrittrice?

In realtà questi due aspetti della mia personalità non sono così agli antipodi... la verità è che creare e raccontare un mondo fantastico in modo che sia 'credibile' (almeno all'interno della storia) è a tutti gli effetti come progettare. Se quando costruisci qualcosa non fai attenzione ai materiali e a come organizzi la struttura, avrai un pessimo risultato... quanto meno traballante. Immagino che gli studi di ingegneria abbiano 'addestrato' questa mia inclinazione naturale in tal senso. In ogni caso sono ormai perfettamente integrati... La cosa più strana è che non avevo mai pensato di fare questo lavoro. Proprio mai. Mi è un po' piovuto in testa. Ho cominciato a scrivere 'tardi' e una volta finito il primo lavoro mi sono accorta che c'erano un sacco di storie che mi sarebbe piaciuto raccontare e mi sono chiesta che fare di quella appena finita prima di dedicarmi alla successiva... per il resto è stata una strana combinazione di eventi... 

3) Raccontaci una tua giornata tipo. Quando scrivi? Come ti organizzi il lavoro?

Cerco di prenderlo, appunto, come un lavoro... almeno per ora. Mi occupa moltissimo tempo anche se poi la lettura di un libro è una cosa velocissima... Lavoro molto, quasi sempre in orari 'd'ufficio', ma molto spesso anche in orari o giorni in cui gli altri non lavorano. Quando c'è qualcosa che devi assolutamente annotare o una scena che devi assolutamente scrivere (almeno in bozza) prima che sfugga al tuo povero cervello, o quando c'è qualcosa che non torna e che ti affligge, non c'è altra soluzione che sedersi e mettersi al lavoro...  Per l'organizzazione c'è solo una cosa che posso dire: è fondamentale nella scrittura di un libro o di una serie perché altrimenti i dettagli si affastellano! Nonostante questo, però, non riesco a dettagliare tutto e per lavorare ho bisogno di un certo livello di libertà... è la storia stessa che me la chiede. Non riesco a restare in catene a lungo!

4)Quando scrivi: silenzio tombale o sottofondo musicale?

Spessissimo musica. Dipende dalla storia la scelta di quale! Ascolto molte colonne sonore dei film che amo e sono un ottimo sottofondo che lascia spazio all'immaginazione.

5)Come ti è venuta l'idea per la serie della Scacchiera Nera? Sapevi già in partenza che sarebbe stata una trilogia? Raccontaci della stesura dei libri. Quali e quante difficoltà hai trovato?

Difficoltà tantissime... tutte quelle che si possono immaginare nella scrittura di un libro. Per come è nato... un primo indizio fu vedere alcune antiche pedine in un libro di storia, ma da lì a dire come si è sviluppata l'idea, non saprei... Se ti metti a lavorare su qualcosa spesso cresce, si modifica e cambia in modi inattesi. Che era una trilogia non l'ho saputo appena iniziato a scriverla, ma me ne sono accorta dopo una decina di capitoli. La storia aveva delle 'possibilità' e cominciava a diventare così tentacolare che un libro (a meno di non voler scrivere un tomo improponibilmente lungo) non sarebbe bastato a spiegare tutto... né a far crescere come volevo i personaggi. Quindi quando l'ho presentata all'editore sapevo perfettamente che avrei voluto scrivere anche il seguito del primo libro in due volumi. Tuttavia la scelta non dipendeva certo da me... Abbiamo provato col primo, anche perché volendo era una storia che poteva reggere anche come autoconclusiva e poi, fortunatamente, mi hanno dato il via libera per il resto. Ergo... eccoci qui.


6) Gli autori e/o le autrici a cui ti senti più legata, quelli che hanno avuto un ruolo importante nel formarti, quelli dai quali hai tratto ispirazione, quelli che vorresti eguagliare.

Sono moltissimi gli autori che ti ispirano e ti formano... e continuo sempre a trovarne di nuovi! I primi che mi vengono in mente sono Tolkien e Asimov ma non sono certo soli. Amo moltissimo Pratchett e la Hobb, la Wynne Jones è stata una splendida scoperta da adulta, insieme a Mino MIlani, mentre è dai tempi della scuola che continuo a rileggere Buzzati. Non mi pongo limiti di genere, insomma, e amo leggere anche gialli, romanzi storici, romanzi d'avventura. Faccio un torto a tutti gli altri che non nomino, lo so, ma non posso farti una lista di un chilometro... Sono onnivora. Quanto agli 'esempi da eguagliare' conosco i miei limiti, e tuttavia, come diceva Machiavelli, se vuoi raggiungere il bersaglio con la tua freccia e il tuo arco, devi mirare ben più su, non per arrivare così tanto in alto... ma per sperare di avvicinarti almeno un po' all'obiettivo!

7 )Il tuo libro preferito? 

Uno solo? Vada per due... 'Il signore degli anelli' e 'L'Orlo della Fondazione'. Tolkien e Asimov, eh, sì...

8) Tre parole per descrivere il tuo lavoro di scrittrice.

Avvincente, complesso ma anche divertente.

9) So che è una domanda difficile ma qual è il tuo personaggio preferito all'interno della Scacchiera?

In realtà ce ne sono molti... a ciascuno mi sono affezionata per ragioni diverse, infatti. Credo però che quello a cui mi sono affezionata leggerissimamente di più, forse perché mi ha costretto a raccontare la storia con la sua voce, sia Ryan.

10) Un consiglio che ti senti di indirizzare a chi vuole intraprendere il mestiere di scrittore/scrittrice

Non pensare alla eventuale possibilità di pubblicazione del testo prima di essere riusciti a scrivere e correggere tutto almeno una volta. Molti mi chiedono consigli già pensando a questo e senza aver finito neppure il testo. Scrivere un libro deve essere prima di tutto una sfida e un divertimento che ha in sé il suo fine... se mentre si scrive si pensa già al pubblico di destinazione, si rischia di perdere moltissimo. La storia deve essere la parte più importante. E non si deve aver paura di rischiare e di lavorarci sopra. Moltissimo.

11) Siamo arrivate all'ultima domanda, anche questa di rito. Quali sono i tuoi progetti futuri? A cosa stai lavorando, se puoi anticiparci qualcosa. Quando ti rivedremo in libreria? E sopratutto credi che leggeremo ancora di Ryan, Milla e Mort?

In libreria sarò tra poco con l'ultimo volume della Valle Nascosta, 'Il Fuoco del Drago', un titolo per ragazzi... che esce il 26 di marzo. Per il resto ho molte cose iniziate che vorrei finire ma che non hanno a che vedere con la Scacchiera. D'altronde il finale del terzo libro si chiude da sé. Abbiamo parlato con Piemme di un altro lavoro che sto ultimando in questi giorni e che è indirizzato a un pubblico Young Adult, sempre fantastico, ma che tratta di un assedio che io definisco 'impossibile'. Un libro un po' diverso dal 'fantastico' a cui ultimamente i lettori si sono abituati. Come ti dicevo, a me piacciono le sfide... quindi incrocio le dita!

Grazie per aver accettato, è stato un vero piacere scambiare due chiacchiere con te. I miei auguri per il futuro!

Grazie a te!


domenica 30 settembre 2012

Book Blogger Hunt


Cari Lettori,
oggi Forgotten Pages ospita una delle ultime tappe di un'iniziativa davvero molto interessante e carinissima ideata da Denise del blog Reading is Beliving (qui) e da Juliette del blog Sweety Readers (qui)
Ma che cos'è questa misteriosa caccia?? La parola direttamente alla sua creatrice!

Rivediamo le regole:
-Oggi io e Denise diamo il via ad una catena di interviste tra blogger che partiranno dai nostri blog e creeranno due percorsi differenti.

-Voi lettori potrete scegliere se seguire il mio percorso o quello di Denise, entrambi porteranno ai mega giveaway, cambieranno solo i blog che ne faranno parte!

-Ogni giorno 6 blogger (3 per il mio percorso, 3 per quello di Denise), pubblicheranno delle interviste a un altro blogger, e nasconderanno nel proprio post un numero, il loro numero preferito!

-Voi lettori dovrete assolutamente annotare tutti i numeri, e una volta terminata la catena di interviste dovrete sommarli ottenendo cosi il codice necessario per partecipare ai mega giveaway!

-Il form dei due giveaway (che troverete nell'ultimo blog della catena), è pieno di punti extra, quindi le possibilità di vincere per ognuno di voi sono davvero altissime!

-In ogni blog troverete un'intervista diversa, con divertenti domande e curiosità sui blogger che seguite!Sarà davvero impossibile annoiarsi!

-Ricordate di commentare almeno un post per ogni percorso, per confermare l'effettiva partecipazione all'iniziativa!

-Per non creare confusione ho creato una pagina in cui potete trovare tutti i blog di ogni percorso, quindi una volta terminata la catena di interviste, ricordate di controllare se avete visitato tutti i blog!!

In palio ci sono oltre 40 premi, tra libri, ebook e gadget letterari, per un unico fortunato vincitore!Vi anticipo che solo io metterò in palio 20 libri tra cartacei ed ebook, e poi ci saranno i premi messi a disposizione dagli altri blog ;)

La Book Blogger Hunt  è iniziata lunedi 24 settembre, e terminerà oggi 30, ma le partecipazioni ai giveaway saranno aperte fino al 4 ottobre!Il 5 saranno annunciati i vincitori!!


E ora la mia intervista a Isy e Lya del blog Bookland (qui)


Ciao Morna, siamo davvero felici di essere ospiti nel tuo blog=) 
Ciao ragazze, benvenute nel mio angolino!


1. Come scegli i libri da comprare? Ti documenti prima o vai a istinto?

Isy: Diciamo che il mio modo di scegliere i libri è un po’ particolare. Quando vado in libreria mi annoto sempre i titoli di quei libri che mi hanno incuriosita. Dopodiché scelgo quale comprare solo dopo aver letto un po’ di recensioni in giro su internet o scambiandomi opinioni con Lya. Però, in alcuni casi, se la trama mi attira particolarmente non c’è recensione negativa che tenga: quel libro deve essere mio! E purtroppo spesso ho pagato le spese della mia testardaggine (spesso, ma non sempre!)

Lya: Dipende, prima di avere il blog andavo in libreria e compravo seguendo l' istinto, leggendo le trame e lasciandomi attirare dalle cover, adesso con la crisi che pesa sul mio portafoglio, faccio scelte più "mirate" nel senso che, se un libro costa più di 10 euro, mi documento e vedo se vale la pena acquistarlo al prezzo iniziale oppure se aspettare sconti o la versione economica. Lo so che così non è molto romantico, però bisogna fare economia!

2.Come ti organizzi durante la lettura: leggi un libro per volta o anche più di uno? 

Ho provato alcune volte a leggere più libri contemporaneamente, ma non fa per me. Un libro alla volta: così me lo posso gustare con calma, se mi piace. Se invece non mi piace lo finisco a forza (odio lasciare libri a metà), ma non lo leggo in contemporanea ad un altro, perché non vorrei che il malumore generato dalla lettura di un libro poco apprezzato influisse sul giudizio dell’altro libro^^Lo so! Sono strana!

Lya:Rigorosamente un libro per volta perchè ho un ritmo di lettura veloce e devo sforzarmi per leggere più lentamente e gustarmi i libri che mi piacciono, quindi leggerne due non mi permetterebbe di calarmi nella storia. Anche se a dirla tutta, da studentessa leggo parecchi libri in contemporanea, ma quelli di studio non contano!

3. Un libro con una cover stupenda che poi si è rivelato una delusione? E viceversa.

“Assassin’s Creed – Rinascimento” di Oliver Bowden: cover accattivante, ma libro deludente (se vogliamo essere buoni!). Non ho libri con cover “brutte”, piuttosto le definisco “non particolari”: un caso è “Mani calde” di Giovanna Zucca, libro bellissimo, ma cover troppo “semplice”.

Lya: Il più eclatante è "passion" di Lauren Kate ; Scomparsa di Chevy Stevens 

4. I 3 consigli d'oro da dare a un lettore 

Diciamo che quelli che elenco sono i consigli che seguo io quando leggo: 1)leggi con calma, senza fretta, in modo da poter interiorizzare bene il libro; 2) Porta sempre con te un block-notes o un quadernetto per annotare frasi, pensieri o opinioni sul libro: anche la mente più allenata non può memorizzare tutto (questa tecnica mi è tornata molto utile quando ho iniziato a fare recensioni sul blog); 3) Con una buona musica nelle orecchie il mondo reale sparirà e finalmente potrai entrare nel libro: io prediligo Enya, i suoni della natura (in assenza di quella reale mi accontento di quella mp3), i Within Temptation, Celtic Woman ed altri dello stesso genere (e credimi, le avventure è meglio viverle piuttosto che esserne solo uno spettatore!)

Lya: Mmh questa è difficile....consiglierei di leggere sempre i libri che ci si sente di leggere, seguendo l'umore, l'età, il momento perchè poi quei libri rimarranno legati a dei ricordi della tua vita, consiglio anche di condividere le proprie impressioni ed opinioni con gli altri lettori ricordandosi che non c'è una risposta giusta o sbagliata, ma solo il proprio pensiero ed infine consiglio a tutti i lettori di assaporare pienamente ciò che si legge perchè, quasi, ogni libro ha un messaggi da trasmettere. 

5. Il tuo classico preferito 

“Romeo e Giulietta” di William Shakespeare, un amore senza tempo! Anche se sto scoprendo tanti classici ultimamente!

Lya: Se la contendono Jane Eyre di C. Bronte e il conte di Montecristo di Dumas.....anche se ci sarebbe anche orgoglio e pregiudizio della Austen che adoro!

6. I 3 libri migliori e i 3 libri peggiori dell'estate 

Ho avuto una buona estate in fatto di letture… ho particolarmente amato “Le nebbie di Avalon” di Marion Zimmer Bradley, “Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen e “Assassinio sull’Orient-Express” di Agatha Christie; forse l’unico libro che ha deluso le mie aspettative è stato “L’eredità dell’ombra”, il primo volume della saga “La profezia del lupo” di Marilù Monda.

Lya: I migliori: Il trono di spade e il grande inverno di Martin, Black Friars L'ordine della penna di Virginia de Winter e Fahrenheit 451 di Bradbury.
I peggiori: La libreria dell'armadill di Alberto Schiavone, Ascend di Amanda Hocking e Biancaneve e il cacciatore di Lily Blake.

7. Quando scrivi una recensione, segui un ordine preciso o ti lasci trascinare dalle emozioni del romanzo?

Solitamente mi annoto una scaletta per la recensione e una serie di frasi da aggiungere in quel famoso quadernetto della domanda 4…ma in realtà mi lascio guidare dall’istinto e la scaletta non la guardo nemmeno!

Lya:Dipende dal romanzo, infatti se mi ha lasciato qualcosa di profondo scrivo quello che sento però tento sempre di organizzare tutto per mettere ordine nella mia testa e in quella dei lettori.

8. Il tuo personaggio letterario preferito?

Io amo Hermione Jane Granger: è forte, coraggiosa, curiosa e intelligente! Puoi immaginare un personaggio migliore?=)

Lya: L'indimenticabile Sherlock Holmes, ma ci sono tanti altri personaggi che adoro! In ogni libro ho qualcuno di cui mi innamoro, che mi sta antipatico o che mi coinvolge emotivamente.

9. 3 parole per descriverti come books blogger

Curiosa, timida e precisina=)

Lya: Precisa, creativa e ....modesta XD


E se non fosse stato chiaro abbastanza, il numero da segnarvi per il codice con il quale partecipare all'estrazione è il 3!!
Ringrazio ancora le gentilissime Lya e Isy!

A presto!


giovedì 5 luglio 2012

Due chiacchiere con ... Elena Cabiati!


Cari Lettori,
oggi ho il piacere di scambiare due parole con Elena Cabiati che mi ha gentilmente rilasciato un'intervista!

Ciao Elena e benvenuta su Forgotten Pages, il mio blog dedicato alla lettura! 

Ho letto con piacere la Viaggiatrice di O, il tuo romanzo d’esordio. Come è nata l’idea di scriverlo?
All’inizio avevo avuto l’idea di una serie di libri di piccole dimensioni a carattere didattico sulla storia dell’arte, da proporre ai musei o alle case editrici scolastiche. Una giovane maga doveva andarsene in giro a conoscere artisti e scultori e a spiegare le opere d’arte ai lettori, insomma, una specie di Alberto Angela in chiave fantasy. Poi invece Gala ha deciso di portarmi molto più lontano… la fantasia e la voglia di raccontare hanno avuto il sopravvento e devo dire che sono molto contenta che sia andata così.

So che hai partecipato al Torneo Letterario Io scrittore, che ti ha permesso di arrivare alla pubblicazione. Raccontaci la tua esperienza, com’è stato partecipare e poi arrivare alla vittoria?

Il giorno in cui venivano nominati i vincitori al festival della letteratura di Mantova, io ero presente e non dimenticherò mai quando l’editor della Nord ha detto che si trovava lì per incontrare me, gli mancava solo la scarpetta di cristallo tra le mani! Partecipare al Torneo è stato divertente e istruttivo, più di qualsiasi corso di scrittura creativa uno possa frequentare. Si leggono molti romanzi inediti, se ne vedono i pregi e i difetti e si riconoscono i propri in quelli degli altri. Si deve fare lo sforzo di pensare come penserebbe una casa editrice, chiedendosi “ma io questo romanzo lo pubblicherei?” E naturalmente questa domanda poi ricade su se stessi e mette in crisi, ma positivamente, perché se si vive bene questa esperienza si riesce a correggersi, a capire e maturare. Poi arrivano i giudizi sulla propria opera: alcuni sollevano il morale, altri sono affilati come coltelli, e lì la crisi aumenta nuovamente… ma anche questo serve, e poi sono un’ottima preparazione in vista dei giudizi, altrettanto severi, dei lettori effettivi.
Consiglio a chiunque abbia un manoscritto nel cassetto di mettersi in gioco con il Torneo, di “combattere” penna a penna con gli altri scrittori e di uscire dal proprio guscio autoreferenziale, ne verranno lividi e ferite, ma anche molta, sana, esperienza. 

Che cosa hai provato quando hai visto il tuo lavoro, sugli scaffali delle librerie?
 Mi sono fatta una foto! Anzi più di una. Alla Mondadori di Torino, davanti alle vetrine esterne e dentro, di fronte agli scaffali.

Come è cambiata la tua vita dalla pubblicazione del romanzo?
Ho realizzato un sogno che avevo fin da piccola, per cui posso dire che sono molto soddisfatta, anche se ho capito che non si smette mai di lottare, raggiunto un traguardo ce n’è subito un altro più difficile e lontano. Ora il sogno è riuscire a continuare a scrivere, ad avere idee e, lo dico con sincerità, a essere capita e apprezzata da coloro per cui scrivo.
La mia vita è cambiata? In effetti sì, drasticamente, perché due mesi prima dell’uscita del romanzo ho avuto una bimba di nome Margherita.

La tua routine di scrittrice. Come ti organizzi le giornate? Hai un momento preferito del giorno in cui scrivere?

Ecco… un tempo ero una scrittrice ossessiva compulsiva, preferibilmente nottambula, scrivevo tutto il romanzo d’un fiato, diventando monomaniacale per qualche mese, poi passavo i mesi seguenti a leggere, rileggere e correggere fino a essere soddisfatta. Ora, invece, la bimba a cui accennavo prima si infuria ogni volta che distraggo lo sguardo da lei per osservare il monitor del mio pc, per cui non so ancora come organizzerò le mie giornate, o meglio, come me le organizzerà lei…

Progetti per il futuro? Leggeremo altro di Gala, Kundo e il mondo di O?
 Vorrei riuscire a concludere al meglio la storia di Gala, ci sono molti elementi che ho lasciato in sospeso e molti fili della trama che devo ancora intrecciare. Poi ho altre idee in mente, perché la mia immaginazione è molto più rapida della mia capacità di starle dietro con la scrittura e spero di avere la fortuna di poter dar vita anche a questi altri sogni…

Un consiglio a tutti gli aspiranti scrittori e scrittrici.
 Lavorare tanto: leggendo, scrivendo, rileggendo, ascoltando e osservando. E poi cercare di essere umili (lo so che è dura…) e di capire. Ma soprattutto essere sempre precisi e professionali, anche se costa fatica.

Grazie mille Elena di essere stata in mia compagnia oggi! Torna pure a trovarmi quando vuoi! E i miei auguri per il futuro!



mercoledì 11 aprile 2012

Due chiacchiere con... Davide Simon Mazzoli

Cari Lettori,
come state? Dopo le abbuffate di torta Pasqualina,anche il blog torna alla quotidianità!
Qui piove a dirotto, ma io ho pensato di regalarvi un sorpresina e fare quattro chiacchiere con l'autore di un thriller che mi ha colpito dritto al cuore!
Vi lascio QUI il link alla mia recensione e di seguito l'intervista!



Ciao Davide, benvenuto su Forgotten Pages, il mio angolino virtuale. Per rompere il ghiaccio ti chiedo subito: chi è Davide Simon Mazzoli?
È un tizio che ama leggere e scrivere, e che ha fatto di questa sua passione il proprio mestiere.

Ho letto il tuo libro- Lo specchio del male (Tre60)- con molto piacere. So che è il tuo esordio narrativo. Cosa si prova a essere pubblicati e a vedere il proprio romanzo nelle librerie?
La pubblicazione ha l’effetto di una droga: una volta che inizi non puoi più farne a meno.
Vivo in Florida e purtroppo, come nel caso del libro che ho pubblicato l’anno scorso con mio cugino, non sono ancora riuscito a godere della visione del mio romanzo in libreria; per il momento mi accontento delle mille foto che amici e lettori mi continuano gentilmente ad inviare.

Entriamo un po’ nel vivo dell’argomento scrittura. Da dove ti è venuta in mente l’idea di scrivere questo libro? C’è stato un momento in cui hai capito che era proprio la storia che volevi raccontare?
Da un concatenamento di pensieri fatti in doccia. Le buone idee mi vengono sempre in doccia.
Non credo che esista un momento preciso in cui capisci che quella che stai scrivendo è la storia che vuoi raccontare: si inizia con il pensare ad una trama e il resto è come un fiume in piena che ti travolge.

Orazio De Curtis è il personaggio principale della vicenda. Anche se stenterai  a crederlo, mi ci sono un po’ affezionata; insomma è davvero un personaggio riuscito: cinico e arrogante alla fine però suscita anche tenerezza e qualche sorriso. C’è qualcuno che ti ha ispirato o è totalmente frutto della tua fantasia?
Orazio è la parte buia di ognuno di noi, il lato oscuro che non ammettiamo, il mostro che tentiamo per tutta la vita di tenere in gabbia. Affezionarsi ad Orazio significa scoprire e voler bene anche a quell’aspetto di se stessi che temiamo: è l’inizio di una nuova consapevolezza, utile alla propria accettazione.

Scrivere non è certo un’attività facile. Richiede impegno, costanza e dedizione. Ti è capitata qualche difficoltà durante la stesura del libro? Come sei riuscito ad affrontarle e a superarle?
Le difficoltà della stesura di questo romanzo si sono tutte concentrate nelle prime pagine, quando involontariamente scambiavo i pensieri di Orazio per i miei. La personalità di questo personaggio è piuttosto  forte ed all’inizio, ancora poco abituato alla nostra convivenza, mi è capitato più volte di divenire schiavo del suo mondo e del suo punto di vista. Immaginatevi la felicità di mia moglie…

Un’ultima domanda infine. Ci puoi svelare qualche tuo progetto futuro? Leggeremo altro di Orazio?
Il prossimo mese pubblicherò con la nuova UR Editore un romanzo per ragazzi dal titolo Le Terre Magiche di Midendhil – La missione dell’Ultimo Custode, il primo libro di una saga di otto. In autunno invece, di nuovo con mio cugino Marco, pubblicherò il seguito di Radiografia di un Dj che non piace con Mondadori.
Per quanto riguarda il versante thriller/noir, sto lavorando a due nuove idee che però richiederanno qualche tempo.

Grazie mille Davide, per aver trascorso un po’ di tempo in mia compagnia. I miei auguri per il futuro!

Grazie a te e a tutti i tuoi lettori. Ciao!






martedì 20 marzo 2012

Due chiacchiere con ...Fabrizio Cocco

Cari Lettori,
oggi sono davvero onorata e contenta di ospitare qui sul blog l'editor di casa Longanesi: Fabrizio Cocco, che è stato così gentile da risponde alle mie domande!
Ed ecco qui la nostra chiacchierata!


Ciao Fabrizio, benvenuto nel mio piccolo spazio virtuale! Sono davvero molto felice di averti qui con me oggi. Partiamo subito e rompiamo il ghiaccio.
Chi è Fabrizio Cocco, editor?

Un quasi quarantaduenne, mezzo sardo e mezzo veneto, bassista, collezionista di chitarre (e le costruisco anche), ex operaio, ex insegnante, ex pubblicitario... E ora un professionista che ha la fortuna di poter fare un lavoro sempre diverso ogni giorno, perché ogni libro e ogni autore sono una costante novità.
Le tre regole d’oro nel tuo mestiere.
Una sola, in realtà: ascoltare. Ascoltare le informazioni che arrivano (non limitarsi a registrarle mentalmente, ma proprioascoltarle). Ascoltare tutte le persone che frequento, sul lavoro e non, per cogliere le sfumature della sensibilità individuale che spesso sfuggono a un'occhiata superficiale. Ascoltare gli autori, le storie. E soprattutto ascoltare l'istinto.
L’episodio più divertente che ti è capitato sul lavoro.
Ahhhh... Le cose divertenti mi capitano addosso, per mia goffaggine. Per fortuna non succedono più cose come quella capitatami quando insegnavo (sono letteralmente franato dalla cattedra davanti a una classe piena di ragazze di prima superiore che, da quel momento in poi, con la simpatica spietatezza tipica delle adolescenti, non hanno perso occasione per prendermi in giro). Mi è capitato comunque di rompere inavvertitamente un bicchiere di cristallo a casa di un'autrice straniera... 
Qual è la cosa che apprezzi di più e quella che eviteresti volentieri nello svolgere il tuo lavoro?  
Apprezzo soprattutto il confronto, il fatto che le informazioni circolino con estrema spontaneità a tutti i livelli, che non ci siano canali privilegiati ed esclusioni. Quando scopro e seguo un libro, vengo coinvolto in tutte le fasi e questo mi permette di imparare costantemente, cosa che in fondo è ciò che considero fondamentale sul lavoro, qualsiasi lavoro. E non c'è niente in particolare che eviterei, a dire il vero: si tratta appunto di un lavoro, certo, e quando capitano delle difficoltà, mi ricordo delle estati passate a lavorare in catena di montaggio quando ero adolescente e mi dico che, in fondo, sono molto fortunato.
La lezione più grande che hai imparato lavorando come editor?
A costo di sembrare il maestro Yoda, devo dire: "Ascoltare l'istinto". 

Ringrazio ancora Fabrizio per essere stato così disponibile! 


lunedì 13 febbraio 2012

Due chiacchiere con ...Juliet Gael

Cari Lettori,
oggi ho l'immenso piacere di presentarvi Juliet Gael, autrice del romanzo Romancing Miss Bronte editoTea!
L'autrice è stata così gentile da rispondere alle mie domande che riporto qui di seguito!
Ringrazio ancora Juliet che è stata davvero disponibile! :) E vi invito a visitare il sito QUI con la pagina fan del libro in italiano!

1-       Me and Forgotten Pages Books Blog are really happy to have you today as guest. Would you like to introduce yourself to my fellow readers? Who is Juliet Gael?
  
I was raised in Kansas in the USA, studied film and French literature in California and lived in Los Angeles and Paris where I worked as a screenwriter.  A little secret revealed: Juliet Gael is a pen name for Janice Graham.  I had already published several novels, including an international bestseller, but adopted a new name when I switched to biographical historical fiction.  I’m now writing about Mary Shelley, author of Frankenstein.  Mary lived in Italy and loved it here. Which is what brought me to Florence. 

1 -Io e Forgotten Pages Books Blog siamo davvero felici di averti qui come ospite quest’oggi. Perché non ti presenti ai miei lettori? Chi è Juliet  Gael?
  
Sono cresciuta in Kansas negli USA, ho studiato cinema e letteratura francese in California e ho vissuto a Los Angeles e a Parigi dove ho lavorato come sceneggiatrice. Ti rivelo un piccolo segreto: Juliet Gael è lo pseudonimo for Janice Graham. Ho già pubblicato diversi romanzi inclusi alcuni bestsellers, ma ho deciso di adottare un nuovo nome quando ho optato per le biografie storiche. Ora sto scrivendo un romanzo su Mary Shelley, autrice di Frankestein . Mary ha vissuto in Italia e qui ha trovato l’amore. Che è esattamente quello che mi ha portato a Firenze

2-       How did you come up with the idea of writing “Romancing Miss Brontë”?

I first studied the Brontës at university and I was fascinated by the complex family dynamics, the secrecy of their lives, and the daughters’ struggle for recognition in a society that did not approve of women in the spotlight.  These themes, played out inside an isolated parsonage in the bleak Yorkshire moors, were the stuff of powerful fiction. 

2-Come ti è venuta l’idea di scrivere “Romancing Miss Bronte”?

Inizialmente ho studiato le Bronte all’università e sono rimasta colpita dalle complicate dinamiche familiari, dai segreti delle loro vite e dalla battaglia delle tre sorelle per essere riconosciute in una società che non approvava le donne famose. Questi temi,ambientati all’interno di un’isolata canonica nelle fosche brughiere dello Yorkshire sono stati le basi per un romanzo davvero incredibile.

3-       Who is Charlotte Brontë for you?

Charlotte Bronte captured me by the poignancy of her personal story, by her vulnerability and courage.  Her ‘cri de Coeur’ in Jane Eyre resonates with every woman throughout the world – no matter how beautiful or rich she may be: ‘Credete che perche sono povera, simplice e insignificante, non abbia un’anima e un cuore? Vi sbagliate!

4-       Chi è Charlotte Bronte per te?

Charlotte mi ha catturata per l’intensità della sua storia personale, per la sua vulnerabilità e insieme per il suo coraggio. Il suo “grido dal cuore” in Jane Eyre risuona nel cuore di ogni donna del mondo – non importa quanto essa sia bella o ricca: Credete che perche sono povera, simplice e insignificante, non abbia un’anima e un cuore? Vi sbagliate!”

4-    What do you mean writing about the Brontë sisters? What were the difficulties you encountered writing this novella?

The huge difficulty was narrowing down the story and finding a driving narrative force.  I developed a central drama around Charlotte, her father, and the unappreciated and misunderstood Arthur Nicholls who succeeded against all odds and won her heart.  His love for Charlotte would be the narrative engine that moved the story along, throughout the writing of the sisters’ novels and the tragedies that followed. 

5-       Che cosa ha significato per te scrivere riguardo le sorelle Bronte? Quali sono state le difficoltà che hai incontrato durante la stesura del romanzo?

La più grande difficoltà è stata restringere la storia e allo stesso tempo trovare una direzione narrativa centrale. Ho sviluppato un dramma centrale attorno a Charlotte, al padre e all’incompreso e frainteso Arthur Nicholls che ha successo contro ogni previsione e alla fine vince il cuore di Charlotte. Il suo amore per Charlotte sarebbe stato il motore narrativo che avrebbe mosso le fila  della storia attraverso la stesura dei romanzi delle tre sorelle e le tragedie che seguirono.

6-       Now let’s talk about your creativity process if you are agree : how do you approach writing something new? Is there something particular that you do, for example do you listen any kind of music?

I came to writing because I loved reading and I had stories I wanted to tell.  My process was intuitive; I shut myself off from external distractions, found the best time to write (mornings) and didn’t allow anything to interfere.  After my daughter was born, I’d get up at 4:30 in the morning and write before taking her to daycare and then going off to teach.  I study other authors (Joseph Conrad, Salman Rushdie) for use of language, voice, point of view.  You have to be careful about what you read.  It works its way into your own writing.  

5- E ora parliamo un po’ del tuo processo creativo, se sei d’accordo: come ti approcci alla scrittura di qualcosa di nuovo?C’è qualcosa di particolare che fai, per esempio ascolti musica?

Sono arrivata alla scrittura perché amo leggere e avevo delle storie da raccontare. Il mio processo narrativo è intuitivo, mi chiudo fuori da tutte le distrazioni esterne, trovo il momento migliore per scrivere(il mattino) e non permetto a nulla di interferire. Dopo che mia figlia è nata, mi sono dovuta alzare tutte le mattine alle 4.30 e scrivere prima di portarla all’asilo e poi andare ad insegnare. Ho studiato altri autori (Joseph Conrad, Salman Rushdie) per l’uso del linguaggio,della voce narrante, del punto di vista. Sai, bisogna fare attenzione a quello che si legge perché si riflette nel modo in cui scrivi.

7-      What does it mean writing for you?
 
It’s more than a profession; it’s a way of life.  I used to write screenplays, which are like short distance races (sprints); novels are marathons.  In between novels I’m open to new adventures, new friendships, travel; when I get down to the creative writing, I live like a hermit.

8-       Cosa significa  per te scrivere?

È più che un professione è un modo di vivere. Ero abituata a scrivere sceneggiature che sono come le corse brevi, degli sprints, ma i romanzi sono delle marotone. Mentre scrivo sono aperta a nuove avventure, nuove amicizie, viaggi;quando ho finito con la scrittura creativa vivo come un eremita!

      9-       And now this is the last question: Is there something that you want to say to anyone who wants to start the job of writer? Any tips or guide lines?

1.  Write for the love of the creative process.  Because you love the power of the word and storytelling. If you happen to get a little fame and money along the way, that’s fine.   2.  Write from the heart, not the head; write from the inside out.  3.  Consider yourself a writer if you DO it.  Don’t wait for someone to buy what you’ve written.  It’s the process that defines you.  Not external validation.  4. Learn to be your own editor.  Write for readers, not just yourself.

7- E ora l’ultima domanda: C’è qualcosa che vorresti dire a chi desidera intraprendere il mestiere di scrittore?Qualche consiglio o linea guida?

1.       Scrivete per l’amore del processo creativo. Perché amate il potere delle parole e di raccontare.Se capita, lungo la strada di avere successo e denaro, tanto meglio.
2.      Scrivete dal cuore, non dalla testa. Scrivete da dentro verso l’esterno.
3.      Consideratevi scrittori se scrivete. Non aspettate a considerarvi tali finchè qualcuno non avrà comprato qualcosa di vostro. È il processo che vi rende tali,non le conferme esterne.
4.      Imparate a essere i vostri stessi editor. Scrivete per i lettori, non solo per voi stessi.

 

mercoledì 16 marzo 2011

Due chiacchiere con ...Filomena Cecere

Cari Lettori
in occasione dell'uscita del suo ultimo lavoro, di cui vi ho parlato qui, oggi ho il piacere di ospitare un'amica e una scrittrice: Filomena Cecere!
Ringrazio ancora l'autrice che mi ha concesso l'intervista e here it is:


Innanzitutto benvenuta su Forgotten Pages!! Vuoi presentarti ai lettori del blog e dirci qualcosa di te?
F.C.: Vivo nella campagna pontina, con mio marito Fabio, tre cani e una dozzina di gatti. A pochi passi dal mare, a pochi passi dal lago di Fogliano e dal Parco Nazionale del Circeo. Circondata dalla natura che mi dona la tranquillità che tanto amo. Sono un’insegnante di scuola primaria con una grande passione per la mitologia e per i romanzi fantasy e gotici. Curo, con lo scrittore Alfonso Zarbo, la collana fantasy “Spade d’Inchiostro” per la casa editrice Edizioni della Sera e, sempre con Alfonso Zarbo e con l’antropologo e scrittore Roberto Carlo Deri, la collana “Nocturna” che propone romanzi fantasy, gotici e di fantascienza, per la casa editrice GDS Edizioni. Curo inoltre le rubriche “Fantamix”, “Quintessenza” e “Le interviste” per il web magazine “I duri della palude”. Adoro leggere, dipingere e andare al cinema.

Come e quando è nata la passione per la scrittura? Quando hai capito che scrivere era quello che volevi?
F.C.: Nel 2006 avevo fatto dei sogni con personaggi e ambientazioni di quello che sarebbe diventato in seguito il mondo di Elidar. Quelle immagini continuavano a affollare la mia mente, ma la scrittura non era tra i miei interessi. La storia però continuava ad arricchirsi di particolari, tanto che in brevissimo tempo avevo costruito mentalmente il background dei protagonisti e degli antagonisti, delineato la struttura architettonica della città, creato le varie società dei popoli e la religione comune. Decisi allora di scrivere un racconto, ma capii subito che poche pagine non sarebbero bastate per completare una storia che si arricchiva continuamente di eventi. Mi lasciai semplicemente trascinare dalla fantasia scrivendo tutto ciò che mente e passione dettavano. Nacque così il primo romanzo della trilogia di Elidar. Da allora non ho più smesso di scrivere.


Cos'è la cosa che ti piace di più del tuo lavoro?
F.C.: Raccontare una storia che nasce ad ogni parola, ad ogni riga, ad ogni capitolo. È una sensazione unica. La mente si affolla di scene ed è come vedere un film che ti appassiona e ti catapulta in un mondo lontano dalla realtà. Quando il manoscritto poi prende corpo e si copre di una veste grafica che soddisfa allora ci si emoziona come i bambini quando ricevono un dono. Infine il rapporto con il pubblico, lo scambio di idee, il condividere la stessa passione.

Hai un particolare "rito creativo" che attui prima o durante la scrittura? Per esempio, ascolti musica?
F.C.: Amo scrivere nel silenzio. Senza distrazioni. La musica stessa lo sarebbe. Sono però un’abitudinaria: d’inverno mi accoccolo con il mio portatile davanti alla stufa o al camino, in compagnia della mia cagnetta Carlotta che dorme al mio fianco. Adoro creare davanti al fuoco con il tepore che mi riscalda. D’estate invece lavoro in giardino all’ombra di un grande tiglio profumato, con il cinguettio degli uccelli e il volo dei gabbiani.

Recentemente abbiamo potuto leggerti nell'antologia di racconti Stirpe Angelica, cosa puoi raccontarci dell'esperienza di lavorare insieme ad altri grandi scrittori italiani del genere fantasy?
F.C.: Quella di Stirpe angelica è stata un’esperienza magnifica. Io e Alfonso Zarbo, oltre ad essere autori di personali racconti a tema angeli, abbiamo anche curato l’antologia e questo ci ha dato la possibilità di consolidare maggiormente la nostra amicizia e le nostre affinità lavorative. Gli autori sono stati tutti grandiosi. Molto disponibili e hanno collaborato al progetto con un entusiasmo unico e contagioso. Persone speciali dotate di grande umiltà, eccezionale creatività e capacità di scrittura. Un’esperienza meravigliosa che io e Alfonso stiamo per ripetere, con nuovi scrittori per una nuova Stirpe.

Il tuo ultimo libro è Le streghe delle palude, in uscita a Marzo per la Gds Edizioni, cosa vuoi e cosa puoi dirci a riguardo?
F.C.: Le streghe della palude è un libro a episodi composto da quattro storie nate dai miei sogni. O forse è più corretto dire che sono elaborazioni di quattro incubi. “Ieri, oggi, domani”, “Libero arbitrio”, “La quarta sorella” e “Sabba”.
Le streghe sono protagoniste e ogni racconto è legato all’altro dalla narrazione in versi di colui che potrebbe dare l’idea di un antico cantastorie. Questa figura ha il compito di presentare ogni novella e di lasciare nel lettore curiosità e quesiti. L’ambiente in cui si sviluppano le vicende è la palude. Un luogo a volte familiare, a volte ostile. Naturalmente mi sono ispirata alla palude che storicamente copriva le terre pontine.
Il taglio narrativo è tetro e oscuro in puro stile gotico. Passato e presente spesso si fondono, come si fonde pure la realtà e l’immaginazione.
È un libro che esplora la natura femminile, che sottolinea la forza delle donne nell’affrontare le vicissitudini quotidiane. Racconta paure, sogni, sofferenze, passioni, frustrazioni e coraggio di donne moderne e del passato.
Il libro vanta la prefazione di Fabiana Redivo, grande scrittrice dell’esalogia del mago Derbeer (Editrice Nord), e la postfazione di Lucia Viglianti, regista e attrice teatrale, cantante e scrittrice (Senza fine e altri racconti, Ego Edizioni).
In quarta di copertina inoltre si fregia dei commenti di Paola Boni (La saga di Amon. L’evocatore, Casini Editore), Matthias Graziani (La stirpe del vento, Armenia), Fabiana Redivo e Lucia Viglianti.


Nella scrittura di questo tuo ultimo lavoro in particolare e in generale nella tua carriera di scrittrice hai mai voluto veicolare un messaggio per i tuoi lettori?
F.C.: Non mi prefiggo mai uno scopo, né di veicolare un messaggio né di insegnare una morale, tranne quello di scrivere una storia che possa piacere innanzi tutto a me e poi, si spera, anche agli altri. Mi è capitato spesso però che i lettori mi abbiano riferito di aver trovato insegnamenti, pensieri e dottrine. Ma è frequente che il fruitore trovi molte più espressioni di quante lo scrittore ne abbia pensate.


Bene, eccoci giunti all'ultima domanda, progetti per il futuro?
F.C.: Tanti progetti. Oltre all’impegno del tour promozionale de Le streghe della palude, ad aprile uscirà il primo di dieci volume per la collana “Le più belle storie della Bibbia”, La Creazione, scritto a quattro mani con Roberto Carlo Deri. A maggio invece sarà presentata una particolare antologia realizzata con il gruppo “I duri della palude”. Tra qualche mese spero di presentare il primo volume di un libro per bambini, inoltre sto scrivendo due romanzi, un gotico e un urban fantasy e sto lavorando a nuove antologie con racconti di scrittori noti del panorama fantasy italiano.

Link correlati:


giovedì 20 gennaio 2011

Due chiacchiere con...Andrea G. Colombo

Cari Lettori,
oggi ho il grandissimo piacere di ospitare uno scrittore italiano, autore di un romanzo che ho molto apprezzato , il Diacono, edito per la Gargoyle Books
A breve la recensione, ma ora diamo il benvenuto ad Andrea G. Colombo!!!

La prima domanda, tanto per rompere il ghiaccio, vuoi presentarti ai lettori di Forgotten Pages?

Rompiamolo questo ghiaccio! Grazie per l'ospitalità e ciao a lettrici e lettori del blog.

Sono un grande appassionato di narrativa e cinema di genere, horror e thriller. Ho iniziato parecchi anni fa sulle fanzine cartacee (ormai preistoria), poi nel 1996 realizzai una una webzine e un sito internet, Horror.it. Passano gli anni e inizio a pubblicare racconti su diverse antologie, a curare riviste da edicola come Horror Mania e Thriller Mania, e altre cosette divertenti...

Innanzitutto devo chiederti: ci sarà un seguito vero? dimmidisidimmidisi!!:D

Tidicodisì! ;)


Sto giusto rimuginandoci su in questo periodo. Ho intenzione di sorprendere un po' i lettori. Vedremo cosa ne verrà fuori. Quello che so per certo è che cercherò di fare in modo che, così come il primo, anche il secondo volume sia un romanzo godibile a se stante: ci sarà un inizio e una fine, niente sarà lasciato in sospeso.

Niente accade per caso: tu credi nel destino?

Diciamo che spesso ci sono coincidenze che mi lasciano stupefatto.


Si tratta solo di avere un minimo di spirito di osservazione. Non ne faccio una malattia, però per il romanzo ho voluto costruire una trama che avesse questa idea di fondo.



Man mano che andavo avanti con la lettura, la vicenda si sviluppava sempre più, ingrandendosi e complicandosi, svelandosi in tutta la sua portatata. Non ho potuto fare a meno di pensare, come ti è venuta l'ispirazione per tutta la storia?C'è stato un momento in cui hai capito che volevi raccontare questa storia?Che cosa ti ha fatto scattare?

Come ho già avuto modo di dire, su questo progetto ho riflettuto per parecchio tempo, eppure nel momento in cui mi sono messo a scrivere, ho subito imboccato direzioni impreviste. Credo che quando delinei bene i personaggi e le situazioni, è come se la storia procedesse da sola, seguendo percorsi che nemmeno tu conosci e che scopri via via che li percorri.


I fatti si susseguono a catena, sei costretto a seguirli, a inseguirli, ma avendo ben chiaro in testa dove vuoi andare a parare, cerchi di pilotare il treno impazzito sul quale ti trovi. L'importante è arrivare alla stazione finale avendo cura di non aver dimenticato nessuna delle fermate intermedie: quello che accade durante il viaggio è una sorpresa.

Pensavo anche, tenere a mente i particolari, non deve essere stato facile, farli combaciare,credo, neanche. Come ti approcci di solito alla scrittura, hai qualche rituale strano? C'è un momento della giornata che prediligi per scrivere?hai avuto momenti di sconforto? E poi perdonami per l'ovvietà della domanda, ma c'è qualche scrittore a cui ti sei ispirato (se ce ne sono stati)?

L'unico rituale che ho è di chiudermi nel mio studio, mettermi davanti al PC e mettermi le cuffie. Ascolto musica per trovre il ritmo giusto e poi inizio a scrivere. Quando sono un po' scarico, allora leggo un po' (la lettura fa scattare meccanismi strani), faccio altro finché non mi viene l'urgenza di pestare sulla tastiera. Ho sempre a portata di mano una moleskine per prendere appunti, strumento indispensabile quando scrivi un romanzo complesso e devi poi far quadrare tutto. Ho buona memoria, e questo aiuta, ma fissare su carta i concetti fondamentali aiuta a non entrare nel panico nei momenti difficili.


E ce ne sono, di momenti difficili, puoi starne certa.


Riguardo all'ispirazione, io ripeto sempre la stessa metafora: il cervello è una spugna. Più leggi e più assorbi, stimoli diversi, stili diversi. Poi spremi il cervello (la spugna) e quello che ottieni è un concentrato di tutto quello che hai visto e letto negli anni passati. Per avere uno stile originale, una voce propria, credo sia indispensabile leggere tanto e leggere autori e generi diversi.

Le tue descrizioni e spiegazioni sono molto accurate, precise e molto attendibili. Come spieghi alla fine del libro, ti sei naturalmente documentato. Come lo hai fatto?hai riscontrato difficoltà in ciò?


Ho effettuato dei sopralluoghi per quanto riguardava gli scenari principali del romanzo. Sono andato a visitare monasteri, chiese, città... Barcellona e Roma. Poi ho usato altri scenari che conoscevo bene per esserci stato in passato.


Ho letto libri sull'argomento, manuali e saggi. Ho spulciato internet e ho parlato con diverse persone. Se avevo un dubbio, su qualsiasi cosa, scattava la ricerca di informazioni. E' un lavoro interessante, ma che richiede parecchio tempo e molte energie, per questo la prima metà abbondante del romanzo è stata assai difficile da scrivere: le informazioni necessarie erano davvero tante. Quando poi ormai avevo costruito il mio mondo e ben delineato i personaggi, tutto ha iniziato a scorrere più velocemente.

Un'altra domanda che mi ronazava in testa (forse perchè ti confesso, al solo nome di esorcista a me viene una fifa blu! Perciò sii orgoglioso del fatto che ho letto tuutto il tuo libro XD)era perchè scrivere un libro la cui vicenda si basa su questi argomenti?Volevi veicolare un messaggio particolare?Oppure no?

Sono molto orgoglioso che tu lo abbia letto, perché vedi, non c'è miglior lettore per un libro come il mio, di un lettore che abbia paura degli argomenti che tratto. Avercene!


Riguardo al perché, onestamente non ti so rispondere. Ci sono argomenti che ci toccano più di altri, e per capire il motivo di questa preferenza dovremmo scavare a fondo nel nostro subconscio. Su di me, le storie di demoni e apocalissi hanno sempre suscitato un fascino indescrivibile, forse perché mi parlano del senso della vita, dell'avventura umana e della nostra mortalità. Robetta da nulla, non so se mi spiego...

dico la verità....il finale mi ha veramente spiazzato!Complimentissimi perchè tutte le ultime pagine erano una sorta di calamita dal quale è impossibile staccarsi.... ma Nadia?!? Sono rimasta 10 min di stucco a rileggere la parte.....è veramente finita così?!?!

Le ultime pagine sono pensate come un countdown che consiglio vivissimamnte di leggere tutto d'un fiato. Quindi mai staccarsi dal libro. Potrebbe essere pericoloso... quasi come svegliare un sonnambulo...


Riguardo a Nadia, le cose sono davvero come le hai lette, rassegnati.


E ha un senso questa cosa.


Ma in qualche modo, sentirai ancora parlare di Nadia prossimamente. però non chiedermi più nient'altro, non ti risponderò nemmeno sotto tortura.

E infine, forse ho letto troppi libri di Dan Brown, ma perchè hai dato a Tessa le sembianze di una donna?

Dan Brown, in questo caso, non c'entra nulla. Tessa incarna il mito di Jezebel, una figura biblica. Una sacerdotessa del culto di Baal, un demone antico, seduttore, terrificante e spietato. Se penso al demonio che cerca di farsi carne, penso che voglia assumere una forma che sia di per se stessa fonte di tormento per l'uomo. E in ebraico, Jezebel significava "colei che fa impazzire gli uomini". La sua sola presenza è frutto di sofferenza, perché fonte di desiderio e quando si desidera qualcosa senza poterla possedere, inizia il tormento.


E' una metafora dei nostri tempi. Vogliamo sempre quello che non abbiamo (o non possiamo avere) e ciò ci crea disagio e sofferenza. Ed è a quel punto che il diavolo ci mette lo zampino...


Grazie ancora all'autore per essere stato così disponibile e per aver risposto a tutte le domande!
Un consiglio, leggete questo libro, perchè non ne resterete delusi!
A presto