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venerdì 10 ottobre 2014

Recensioni di Settembre - Parte Seconda

Cari Lettori,
ben ritrovati con il secondo appuntamento per questo mese (insomma fate finta che questo post sia di Settembre!!) con le recensioni cumulate :)
Come sempre spero che i miei pensieri possano interessarvi e tornarvi utili per guidarvi nelle prossime letture! E mi raccomando, non dimenticate di farmi sapere cosa ne pensate e se anche voi avete letto questi libri o se programmate di farlo!
* Parte Prima

Il primo libro di cui voglio parlarvi è il finale di una delle serie rivelazioni, almeno per quanto mi riguarda, di questo 2014. La rivelazione dell'antica carta è infatti il quinto e ultimo romanzo della serie Fever uscito dalla penna dell'autrice americana Karen Marie Moning. Se mi seguite da un po' saprete quanto, nel corso di questi mesi, abbia apprezzato questa saga che in qualche modo è riuscita a farmi riappacificare e riavvicinare al genere urban fantasy/paranormal romance. 
In generale posso sicuramente dire che anche questo quinto volume non ha affatto deluso le mie aspettative. Complessivamente infatti posso affermare di aver trovato questa conclusione una degna fine per le vicende della protagonista Mac e di tutti i fantastici personaggi a cui l'autrice è riuscita a dare vita e che inevitabilmente sono entrati nel mio cuore di lettrice. Ne La rivelazione dell'antica carta ho ritrovato con piacere tutti gli elementi che mi erano piaciuti nei precedenti romanzi come, ad esempio, i personaggi e la lora caratterizzazione ben riuscita, l'ambientazione magica ed evocativa e naturalmente la presenza dell'ironia, marchio ormai di serie che in contrapposizione ai passaggi più tragici è certamente uno dei punti di forza del libro dal momento che dona un certo spessore psicologico non sempre comune in questo genere di letteratura. In più La rivelazione dell'antica carta ha dalla sua una vicenda particolarmente movimentata e intrigante, pregna di rivelazioni e sconvolgimenti più o meno inaspettati. Moltissimi infatti sono i colpi di scena, alcuni davvero magistrali (quelli su Barrons, ad esempio, sono stati apprezzatissimi dalla sottoscritta), che si susseguono a un ritmo incalzante e vertiginoso, rovesciando certezze su certezze che il lettore credeva di aver acquisito durante i volumi precedenti e che portano dritti allo sconvolgente finale in cui non si può non rimanere a bocca aperta, almeno per qualche minuto! Sotto questo punto di vista perciò non ho davvero (e come potrei!) nulla da rimproverare all'autrice.
Ma c'è purtroppo un però, che nonostante tutto devo assolutamente menzionare e non posso esimermi dal non sottolineare. Perché se da una parte ho apprezzato tantissimo i contenuti, dall'altra non posso non sottolineare la controparte che proprio non mi è piaciuta: lo stile. In questo quinto volume (e ci tengo a sottolineare che è una caratteristica particolarmente marcata di solo questo romanzo) la Moning ha uno stile a tratti davvero troppo descrittivo e lento che, sopratutto nella prima metà, oscilla pericolosamente verso la noia, o almeno così è stato per me. Per entrare nel vivo dell'azione, dei colpi di scena e dei rovesciamenti narrativi, che sono davvero il fiore all'occhiello di questo romanzo e la sua peculiarità, La rivelazione dell'antica carta impiega infatti davvero troppe pagine rischiando di perdere l'attenzione e la concentrazione del lettore in più punti. É vero che superata la metà la situazione migliora nettamente, ma personalmente ammetto di aver fatto parecchia difficoltà ad arrivare a quel punto.
Per concludere quindi, come già detto precedentemente, La rivelazione dell'antica carta si è rivelato essere un' ottima  chiusura di serie. Personalmente posso sinceramente ritenermi soddisfatta del finale e della "conclusione" scelta dall'autrice per ciascuno dei personaggi. E confesso anche di essermi sentita un pelo disorienta quando, girata l'ultima pagina, mi sono accorta di aver terminato una serie pregevole. La rivelazione dell'antica carta non sarà il libro migliore della pentalogia, a mio avviso, ma certamente non posso non consigliarlo agli amanti della serie: un'imprescindibile letture che ancora una volta, nonostante tutto, da prova della bravura dell'autrice.

Coinvolgimento: 4/5
Stile:4/5
Personaggi: 5/5
Vicenda: 5/5

Giudizio: 4.5/5



Il secondo romanzo invece è il sequel di uno ya che era riuscito particolarmente a stupirmi durante la lettura. Siege and storm, inedito per il momento in Italia, è infatti il secondo libro della Grisha Trilogy dell'autrice statunitense Leigh Bardugo che ha avuto un enorme successo e un ottima accoglienza da parte del pubblico dei lettori. Il primo romanzo, Shadow and Bone era riuscito a portarsi a casa un voto più che decente, per quanto mi riguardava, essendo riuscito a conquistarmi grazie a un colpo di scena a metà romanzo particolarmente ben assestato che aveva capovolto gli equilibri e donato dinamicità e una nuova prospettiva  all'intero libro e sui personaggi. Proprio questi ultimi, e in particolare il Darkling era, a mio avviso, uno dei punti cardini del libro, in grado di tenere il lettore (e me) incollato alle pagine, di coinvolgerlo e di caratterizzare in maniera originale e inedita l'intera storia della Bardugo che diversamente non avrebbe certo brillato per audacia nella trama.
Purtroppo tutto questo non si applica a Siege and Storm, che ho trovato oltre ogni modo noioso e insipido. Nel sequel della trilogia in questione infatti, mancano tutti gli elementi che avevano apportato aria di novità al libro precedente. Il Darkling è praticamente assente per tutto il libro e nonostante ci sia l'inserimento di un nuovo personaggio dalla grandi potenzialità, la Bardugo non è stato in grado di coglierne nessuna, relegando questo personaggio all'ombra della protagonista che qui è oltre ogni dire insopportabile. Alina, la protagonista del romanzo, non ha mai brillato per originalità durante tutto il primo libro- questo va detto- ma la mia speranza era che, con l'evolversi della storia e i vari avvenimenti del primo libro, avrebbe finalmente maturato in questo secondo capitolo. Inutile dire che tutte le mie aspettative si sono infrante capitolo dopo capitolo. Come dicevo, ho trovato questo sequel molto insipido e sopratutto assolutamente privo di contenuti. Un classico libro di collegamento all'interno di una trilogia, che spiana la strada per il finale ma che di fatto non racconta, non coinvolge e non trasmette nulla per più di trecento pagine. 
Personalmente ho fatto una fatica tremenda per terminarlo, solo la mia testardaggine nel finire un libro iniziato in ogni caso (non amo interrompere la lettura a metà) mi ha permesso di arrivare al finale. Ho contato tutte le pagine che mi separavano dal finale e  a ogni capitolo terminato tiravo un sospiro di sollievo perché ero un passo più vicino a terminare il romanzo. Nemmeno la promessa del finale mi ha riacceso la curiosità. Mi spiace davvero dirlo ma purtroppo l'autrice mi aveva esasperato a tal punto che ormai praticamente nulla avrebbe potuto farmi cambiare idea (e infatti non c'è stato nessun capovolgimento narrativo a smentirmi). Purtroppo per quanto riguarda Siege and Storm non riesco a salvare nulla: dai personaggi assolutamente privi di interesse nel migliore dei casi e irritanti nel peggiore; alla trama e alla vicenda inconsistente e priva sopratutto di svolgimenti originali non ho trovato nulla che mi piacesse davvero e mi permettesse di godermi la lettura.
Grande delusione dunque per questo secondo libro pieno di potenzialità assolutamente mancate una per una. Mio malgrado sono rimasta talmente tanto delusa da questa storia che per il momento non ho nemmeno la volontà, né tantomeno la curiosità di leggere il terzo e ultimo libro. E non so se ne avrò la voglia in futuro. Per quanto mi riguarda quindi, a malincuore, mi sento di bocciare questo sequel e di sconsigliarvene la lettura.

Coinvolgimento: 1/5
Stile: 3/5
Personaggi: 2/5
Vicenda: 2/5

Giudizio: 2/5




mercoledì 27 agosto 2014

Recensioni di Agosto - Parte Seconda

Cari Lettori,
ben ritrovati con il secondo appuntamento per questo mese con le recensioni cumulate :)
Come sempre spero che i miei pensieri possano interessarvi e tornarvi utili per guidarvi nelle prossime letture! E mi raccomando, non dimenticate di farmi sapere cosa ne pensate  e se anche voi avete letto questi libri o se programmate di farlo!


Il primo libro di cui parlo è un romanzo per cui ho completamente perso la testa! Se mi seguite un po' in giro per il web saprete certamente che ho cominciato a raccomandarlo a chiunque mi capitasse a tiro e, ancora adesso, a distanza di settimane dalla lettura, se ci ripenso, non solo mi si disegna un sorrisetto non troppo furbo in faccia, ma ancora mi sento parte del mondo creato dall'autore. Per quanto mi riguarda sono estremamente rari i libri che riescono a farmi un effetto del genere, e quando questo accade non posso fare a meno di tenerli stretti al mio cuore di lettrice. Il libro in questione è ovviamente Il canto del sangue di Anthony Ryan, fenomeno self inglese che ha poi scalato tutte le classifiche di genere, raccogliendo consensi ovunque, e a ragione.
Per questa recensione avevo in mente uno schema ben preciso in cui avrei elencato passo passo tutti i numerosi elementi del libro che mi hanno non solo convinto ma anche conquistato. Nella mia testa, in un tripudio di retorica ed elaborate frasi, avrei quindi tratteggiato questa lettura come qualcosa di assolutamente imperdibile, definitivamente un must read per ogni appassionato del fantasy in generale e dell'epic fantasy in particolare. Avrei raccontato di come la caratterizzazione dei personaggi sia stata così tanto perfetta e completa da dare l'impressione di conoscere il protagonista e i coprirai da sempre, di come il cameratismo tra soldati e il loro rapporto di amicizia reciproca sia stato reso con una vivezza e puntualità strabilianti. Avrei sottolineato come l'intreccio sia stato magistralmente articolato, ma mai  in maniera troppo intricata tanto da perdere di vista il fine ultimo della narrazione. Di come tutti gli elementi della trama abbiano contribuito a creare un vero e proprio mondo, credibile e solido. E infine avrei parlato di come le settecento e più pagine siano volate sotto i miei occhi e di come se ce ne fossero state altrettante non avrei esitato un attimo in più a leggere ancora.
Ma tutti questi bei propositi sono svaniti nell'attimo stesso in cui ho cominciato a picchiettare le prime parole per questo post. Non sempre c'è un modo ordinato e preciso in cui esporre le emozioni, non esiste sempre uno schema predefinito e preconfezionato a cui attenersi quando si parla di libri che hanno lasciato una traccia. E questo è esattamente uno di quei casi. Il canto del sangue è stato più di un libro, più di una lettura, per me. É stato un vero e proprio viaggio, una full immersion in un altro mondo. E non c'è molto altro da aggiungere o da dire a riguardo. Quando un romanzo conquista così tanto non si può fare a meno di consigliarlo a tutti, augurandogli che la stessa magia che si è provata leggendo si verifichi ancora. Perciò qualunque cosa stiate facendo, fatevi un favore e leggete un bel fantasy come questo. Non resterete delusi! :)

Coinvolgimento: 5/5
Stile: 5/5
Personaggi: 5/5
Vicenda: 5/5

Giudizio: 5/5



Il secondo romanzo di cui vi parlo è un libro che, a causa delle pessime scelte editoriali italiane, ho scelto di leggere in lingua. Young Adult molto apprezzato e lodato oltreoceano, Shadow and Bone è stata un lettura veloce e piacevole che suo malgrado ha avuto la sfortuna di essere stata intrapresa subito dopo aver letto uno dei libri più belli di quest'anno (vedi recensione sopra! :P) Pochissimi romanzi avrebbero potuto reggere il confronto senza uscirne malconci, ma l'esordio della Bardugo si è difeso piuttosto bene. L'inizio non mi ha entusiasmato, dico la verità. Le prime battute del romanzo sono state infatti alquanto scialbe, non particolarmente originali e a tratti anche un pelo noiose. Nonostante la rielaborazione dell'ambientazione, che mi è piaciuta, il romanzo stentava comunque a decollare e un paio di capitoli si sono trascinati con poca verve e forza narrativa fino alla metà circa, in cui un colpo di scena particolarmente ben riuscito ha rimesso in tavola le carte con un ordine tutto diverso e...decisamente più intrigante! Dico la verità, se questo capovolgimento di situazione non si fosse verificato, difficilmente avrei promosso il libro. Stante queste condizioni invece mi sono dovuta ricredere e, anche se il romanzo ha comunque i suoi punti d'ombra, devo sottolineare che si distingue piuttosto nitidamente dalla maggioranza degli altri romanzi del suo genere. I personaggi sono forse, insieme all'ambientazione, ciò che mi ha colpito di più, anche se non posso negare che avrei voluto maggiore caratterizzazione. Non fraintendetemi, per essere un romanzo ya i protagonisti di Shadow and Bone sono ben delineati e molto interessanti (il Darkling più di ogni altro), ma ahimè, non può non scapparmi - solo per un attimo, lo giuro! - un confronto con la lettura di cui sopra! Come dicevo prima, anche l'ambientazione gioca un ruolo importante nel rendere il libro originale e intrigante anche se, anche in questo caso, avrei preferito maggiore approfondimento!
In conclusione Shadow and Bone si è rivelato essere un buon primo romanzo di serie, che nonostante i suoi difetti è riuscito comunque a convincermi. Per il futuro non posso non aspettarmi nulla di meno: più intrighi, più rivelazioni, più colpi di scena e ....più Darkling!!!

Coinvolgimento: 4/5
Stile: 4/5
Personaggi: 4/5
Vicenda: 5/5

Giudizio: 4.25/5