lunedì 23 giugno 2014

It's Monday! What are you reading?



Buon Lunedì miei cari Lettori! Eccoci giunti a un altro appuntamento con la rubrica settimanale It's Monday! What are you reading? Una rubrica settimanale creata dal blog Book Journey in cui vi parlerò delle mie letture attuali e di quelle della settimana appena trascorsa, nonché ovviamente di quelle previste. Se anche voi volete partecipare, vi basterà lasciare un commento qui sotto con le vostre letture.

Dunque dunque, questa settimana è stata molto frenetica, ci sono tante cose che bollono in pentola per il blog di cui non vedo l'ora di potervi dire qualcosina in più! Per il momento mi accontento (si fa per dire) di parlarvi delle mie ultime letture.
L'ultima puntata era terminata con me che iniziavo la lettura di Dark Divine di Bree Despain, libro urban fantasy a tinte gotiche che ha riscosso parerei piuttosto positivi un po' ovunque. Ve ne parlerò meglio nella recensione, come al solito, ma per ora vi anticipo che nonostante alcuni difetti è un romanzo che mi è piaciuto abbastanza. Peccato, peccato davvero, che la Sperling abbia interrotto la pubblicazione in Italia: odio avere le serie metà in italiano e metà in inglese! U.U
Finito il libro della Despain è giunto a casetta un pacco direttamente dall'Irlanda. Mi ha scritto Barrons?!Sfortunatamente no (arghhh!), ma il libro della Penguin è stato ugualmente gradito e apprezzato! Per chi non lo sapesse, infatti, qualche settimana fa ho vinto un loro giveaway - evento più unico che raro dato che io non vinco MAI a questi giochi - e il pacchetto in questione è il mio premio. Ho quindi cominciato a leggere Fallen di Lea Mills con grande piacere: procederò a rilento ma intanto ho iniziato quella che si preannuncia una bella storia di crescita personale e scoperta di se stessi sullo sfondo della Prima Guerra Mondiale in Irlanda. Nel mentre però non ho resistito e ho iniziato anche un nuovo romanzo della Moning (mi domando come farò quando li avrò terminati!): La maledizione della luna nera, terzo libro dedicato a Mac. Inutile dirvi quanto mi stia piacendo, vero?


E questo è tutto, per questa settimana! Fatemi sapere cosa ne pensate delle mie letture, se anche voi le avete affrontate e come le avete trovate. Ma sopratutto fatemi sapere cosa state leggendo di bello!


venerdì 20 giugno 2014

Emoji Book Tag

Buondì miei cari Lettori,
oggi è tempo di tag, book tag per essere precisi!
Dopo averlo riscritto un paio di volte, cambiato le mie risposte ventordicimila volte e averci pensato innumerevoli per ore (ma quanto mettono in crisi questo domande! u.u) eccomi finalmente qui a proporvi l'Emoji Book Tag!
Dunque, innanzitutto è d'obbligo per me ringraziare Alaska che mi ha taggato: QUI il suo blog e le sue risposte, se siete curiosi.
Piccola premessa, ancora. Che cosa sono le emoji (per chi non lo sapesse)? Le emoji sono le faccine che si trovano su whatsapp, quelle che accompagnano i messaggi esprimendo gli stati d'animo di chi scrive. Il tag si basa proprio tra la corrispondenza di faccine e gli stati d'animo che un libro suscita in noi quando lo leggiamo.
Detto questo, direi che possiamo passare direttamente al tag, visto che di regole particolari non ce ne sono, a parte rispondere alle domande :)

N.B Per quanto possibile cercherò di restringere le risposte ai soli libri letti in quest'anno.


5. Faccina ANNOIATA per...


 Direi, date le premesse, che la mia scelte ricade sull'unico libro di quest'anno che, per ora, ho abbandonato, senza troppi rimpianti peraltro, per il sopraggiungere di una noia mortale durante la lettura. Purtroppo il romanzo prometteva anche bene, ma lo stile e la storia in sé mi hanno fatto cadere le braccia per la lentezza!


4. Faccina STO AFFOGANDO NELLE MIE STESSE LACRIME per...


Qui vado sul sicuro: Non lasciarmi di Kazuo Ishiguro. Sul finale ho pianto come una fontana rotta. Bello, bello, bello, intenso e profondamente riflessivo. E... l'ho detto bello?


3. Faccina NON CI POSSO CREDERE per...


Posso barare e citare due romanzi?! Innazitutto direi American Psycho di Ellis, più per il finale che che ancora adesso mi da il tormento facendomi chiedere "e quindi come dovrei interpretarlo io?" che per il resto. L'altro libro (o meglio l'altra serie di romanzi) che mi ha lasciata piacevolmente sgomenta è la serie Fever della Moning sia per i colpi di scena, sia perché, lo ammetto, non avrei mai detto che sarebbe stata una lettura così valida (donna di poca fede che sono!)


2. Faccina PERVY per...

ok, ammetto che questa domanda mi ha mandata in confusione. Se per pervy s'intende la mia faccia quando leggo di un determinato personaggio, allora bè in questo caso non posso fare a meno di nominare Barrons. Se per pervy s'intende invece un personaggio particolarmente pervertito, allora sono a corto di risposte!


1. Faccina INNAMORATA per...

  

bè, ormai lo avrete capito anche voi, come faccio a non citare Barrons?! Uh l'ho detto di nuovo?!
E poi non posso fare a meno di citare Jamie Fraser, il mio adorato Jamie, de La straniera. Ah, e non dimentichiamoci di Holder de Le coincidenze dell'amore della Hoover! :3

Bene,  questo è tutto!
Cosa ne pensate delle mie risposte? 
Non dimenticatevi che anche voi potete partecipare lasciando le vostre risposte nei commenti, se avete voglia. Ovviamente consideratevi tutte/i taggati!


giovedì 19 giugno 2014

Due recensioni di metà Giugno

Buondì cari Lettori,
oggi nuovo appuntamento con le recensioni cumulate delle letture che ho affrontato nell'ultimo periodo. Come sempre spero che possiate trovare interessanti i miei pensieri e, mi raccomando, non dimenticate di farmi sapere cosa ne pensate o se avete letto qualcuno di questi libri!


Il primo romanzo di cui voglio parlarvi è un urban fantasy, il secondo libro di una pentalogia che ho scoperto e imparato ad apprezzare veramente da poco, nonostante la sua pubblicazione risalga ad almeno un paio di anni fa. Sto parlando de Il mistero del talismano perduto di Karen Marie Moning, secondo episodio della serie dedicata a Mac, veggente sidhe. In realtà non ho molto da dire su questo libro se non che mi è piaciuto molto. L'ho apprezzato, forse anche più del primo libro, che già era stata davvero un'ottima lettura e naturalmente non potrei esserne più felice. Come ho avuto modo di sottolineare per la recensione del primo romanzo, la Moning ha tutta la mia stima per aver saputo creare una storia che pur partendo da basi non originalissime ha comunque uno svolgimento inatteso, che si snoda tra ironia, dramma e azione in egual misura e, sopratutto, in maniera assolutamente ben calibrata. Ottimi infatti i vari colpi di scena e l'imprevedibilità dello svolgimento dell'intreccio che fanno di questo libro (ma anche della serie) uno dei migliori urban fantasy che abbia letto negli ultimi tempi. Altro punto veramente di pregio sono i personaggi, che ho trovato veramente ben gestiti e caratterizzati. Mac in particolare mi piace moltissimo: adoro la sua ironia e la sua irriverenza nonché la sua testardaggine che in molte occasioni finisce per metterla nei guai! Trovo, inoltre, che la scelta della prima persona per la narrazione enfatizzi ancora meglio il  suo carattere e permetta al lettore (o almeno a me) di entrare pienamente in sintonia con il suo personaggio. Ottimo anche il personaggio di Barrons, che a dispetto dei miei riguardi e pregiudizi precedenti è riuscito a sorprendermi, e anche tanto, senza mai cadere in banali cliché del genere come invece mi aspettavo e temevo.
Insomma, Il mistero del talismano perduto si è rivelata essere un'ottima lettura, ben strutturata e ponderata, complicata e ancora non del tutto esplicata (cosa che mi fa naturalmente ben presagire per i restanti volumi), accompagnata inoltre da uno stile fluido, scorrevole e piacevolissimo da leggere. Sono veramente felice di aver intrapreso a leggere a questa serie e ora non posso fare altro che procurarmi il resto della storia!! :) Assolutamente consigliata!

Coinvolgimento: 5/5
Stile: 5/5
Personaggi: 5/5
Vicenda: 5/5

Giudizio: 5/5


Il secondo romanzo di cui vi parlo è invece la conclusione di una trilogia ya distopica tra le più conosciute e apprezzate, anche qui in Italia: la trilogia di Delirium di cui Requiem è terzo e ultimo romanzo della serie.
Come ho avuto modo di spiegare in occasione delle precedenti recensioni sui primi volumi, la trilogia della Oliver è una buona serie, non ottima né eccellente a mio parere, ma comunque meritevole di una possibilità da parte dei lettori. I punti di forza della trilogia, che poi sono sostanzialmente anche quelli di questo capitolo conclusivo (e dei restanti), sono lo stile davvero intenso e poetico, l'idea di fondo su cui poggia la vicenda principale e, anche se in maniera minore, i personaggi che risultano in generale davvero ben caratterizzati. Purtroppo per ogni pro esiste anche il suo contro e i libri della Oliver non ne sono affatto esenti, Requiem in testa. Non posso infatti dire che questo finale di serie mi abbia intrigato o soddisfatto e anzi, mi dispiace dover ammettere che molto probabilmente è il peggiore dei tre romanzi che compongono la saga. In breve, Requiem raccoglie le peggior magagne degli altri libri, concentrandole tutte nello spazio di trecento e poco più pagine; e questo è un gran peccato perché, nonostante tutto, Delirium e Chaos erano state delle buone letture.
Partendo dell'inizio devo dire che non mi è piaciuta la scelta stilistica dell'autrice di dare voce e spazio al personaggio di Hana. O meglio, ho apprezzato alcuni aspetti come la profonda (almeno secondo me) riflessione che l'intero libro contiene sul significato di amicizia e di come questa possa cambiare nel corso della vita modificandosi in relazione agli eventi che occorrono, ma devo ammettere di averla trovata del tutto estranea alla vicenda di fondo e ai temi della trilogia stessa. Anzi, ho percepito questa scelta della Oliver come un espediente per poter alternare i pov, riempendo pagine e intrattenendo il lettore, ma più per una mancanza di idee su come condurre e concludere la vicenda che per precisi intenti narrativi.
Parlando poi di storia vera e propria non posso fare a meno di notare come tre quarti della vicenda di Hana sia stata totalmente (o quasi) inutile ai fini del gran finale e, nonostante debba ammettere di aver apprezzato le tinte mistery che la sua storia assume, devo anche ribadire che, per quanto mi riguarda, tutto ciò ha a che fare con i temi della serie come un cavolo a colazione!!
Per quanto riguarda poi l'altra metà dei capitoli, quelli narrati dal punto di vista Lena, devo dire che anche questo caso e al contrario dei precedenti romanzi, li ho trovati davvero molto deludenti. Innanzitutto Lena è apatica, svuotata di tutte le energie che invece aveva dimostrato prima (sopratutto in Chaos) e questo senza che ci sia un preciso motivo per cui tutto  ciò accada.  Il suo personaggio è davvero irriconoscibile e non ho apprezzato come l'autrice l'abbia gestita. Insomma, siamo nel pieno della rivoluzione, tutto il suo mondo sta per cambiare e la Oliver lo fa perdere in inutili pensieri e ragionamenti! Il finale poi è troppo concentrato, troppi avvenimenti si sovrappongono ma nessuno di questi è analizzato e trattato con il dovuto tempo e le dovute riflessioni.
Detto questo, il resto dei difetti sono gli stessi che si possono ragguagliare nei libri precedenti: lo stile dell'autrice, per esempio, è davvero poetico e intenso secondo me, ma a tratti riconosco che diventa davvero pesante e lento sopratutto se, come in questo caso, non è ben bilanciato come da espedienti  stilistici che impongono dinamicità al testo (era il caso di Chaos, per esempio) Per non parlare poi della prevedibilità della storia che era e rimane un grande problema della trilogia: era palese infatti che  Alex amasse ancora Lena e che lei finisse per sceglierlo a dispetto di tutto quello che è capitato!
In conclusione quindi, non posso nascondere di essere rimasta un po' delusa dal finale di questa serie, che non è certo una delle mie preferite (non lo era già prima di questa lettura) ma su cui, almeno nel finale, speravo in qualcosa di più! Ai molti lettori che mi hanno chiesto, quindi, consigli sulla lettura o meno della trilogia della Oliver dico: attenzione, se il primo romanzo non vi è piaciuto, continuate a vostro rischio e pericolo! ;) Per quanto mi riguarda infatti, il resto non è migliore del precedente.

Coinvolgimento: 2/5
Stile: 4/5
Personaggi: 3/5
Vicenda: 3/5

Giudizio: 3/5



lunedì 16 giugno 2014

It's Monday! What are you reading?



Buon Lunedì miei cari Lettori! Eccoci giunti a un altro appuntamento con la rubrica settimanale It's Monday! What are you reading? Una rubrica settimanale creata dal blog Book Journey in cui vi parlerò delle mie letture attuali e di quelle della settimana appena trascorsa, nonché ovviamente di quelle previste. Se anche voi volete partecipare, vi basterà lasciare un commento qui sotto con le vostre letture.

Dunque, questa settimana sono particolarmente emozionata perché ho finito di leggere Memorie di una Geisha e mi è piaciuto così tanto, che ancora adesso, a distanza di parecchi giorni dalla lettura dell'ultima riga, mi perdo a pensare ai personaggi e alla storia! Ed è una cosa che ultimamente mi capitava sempre più di rado perciò non posso che esserne stra-contenta! Assolutamente vi consiglio di leggere il libro, se ancora non lo avete fatto perché è veramente uno di quei romanzi da leggere e rileggere per tutta la vita. Se mai riuscirò a mettere ordine le emozioni, arriverà anche la recensione! :)
Terminato il romanzo di Golden potrete quindi capire con quale spirito abbia cercato di scegliere la mia prossima lettura: nulla mi sembrava all'altezza e così ho passato qualche giorno senza aprire un solo libro. Alla fine mi sono decisa per uno ya molto quotato che ha avuto buoni riscontri anche in Italia, anche se la Sperling, la casa editrice che l'ha tradotto, ha interrotto la pubblicazione della serie quando mancava solo l'ultimo libro *rabbia!* 
Il libro in questione è Dark Divine di Bree Despain. Per ora non mi sbilancio troppo, aspetto di vedere cosa mi riserverà :)


E questo è tutto, per questa settimana! Fatemi sapere cosa ne pensate delle mie letture, se anche voi le avete affrontate e come le avete trovate. Ma sopratutto fatemi sapere cosa state leggendo di bello!


martedì 10 giugno 2014

Recensione - A volte ritorno


Cari Lettori,
ecco la recensione del giorno!

A VOLTE RITORNO
JOHN NIEVEN
EINAUDI
312 PAGINE
12,90 €
ED. BROSSURATA




Trama 
(dalla copertina)

Dopo una vacanza di qualche secolo Dio è tornato in ufficio, in Paradiso, e per prima cosa chiede al suo staff un brief sugli ultimi avvenimenti. I suoi gli fanno un quadro talmente catastrofico - preti che molestano i bambini, enormità di cibo sprecato e popolazioni che muoiono di fame... - che Dio si vede costretto a rimandare giù il figlio per dare una sistemata. Gesù gli dice: "Sei sicuro sia una buona idea? Non ti ricordi cosa è successo l'altra volta?" Ma Dio è irremovibile. Così Gesù Cristo piomba a NY, dove vive con alcuni drop-out e ha modo di rendersi conto in prima persona dell'assurdità del mondo degli uomini. E cerca, come può, di dare una mano. Il ragazzo non sa fare niente, eccetto suonare la chitarra. E riesce a finire in un programma di talenti alla tv. Un gran bel modo per fare arrivare il suo messaggio a un sacco di gente. Ma, come già in passato, anche oggi chi sta dalla parte dei marginali non è propriamente ben visto dalle autorità.

Commento Personale

Facciamo una premessa doverosa prima di partire con i miei pensieri: se siete cattolici ferventi e praticanti, se la religione è la vostra vita, se siete bigotti o se una parolaccia qui e una bestemmia lì vi infastidiscono allora lasciate perdere questo romanzo e pure questa recensione. Se invece siete aperti e tolleranti, disposti a chiudere un occhio su quello che forse un cattolico definirebbe blasfemia o se vi interessa riflettere un po' su idee e opinioni allora sì, il romanzo di Nieven (e forse anche il mio pensiero) potrebbero fare al caso vostro.
Non ho davvero la più pallida idea di dove cominciare per parlarvi di A volte ritorno, esordio ormai di qualche anno fa di John Nieven, che mi ha letteralmente conquistato. Comincio a scrivere una frase e poi la cancello perché non riesco davvero a spiegarvi tutto quello che si affastella nel mio cervello.
Parto dall'inizio, allora. 
Comincio da un romanzo con un titolo che tutto un programma e una cover che non può non catturare lo sguardo di una lettore in libreria. Comincio con un libro che ha una trama che definire insolita è poco, che promette risate ma anche riflessioni profonde e che ha come protagonista principale niente di meno che Gesù Cristo.
Mi è piaciuto tutto questo? Sì, ho apprezzato tantissimo lo spirito con il quale l'autore si è approcciato alla faccenda, l'ironia e l'irriverenza talvolta anche pungente ma del tutto calibrata con la quale ha contraddistinto i suoi personaggi e attraverso le quali ha veicolato messaggi importanti. Allo stesso modo ho apprezzato il "coraggio" di Nieven nel trattare argomenti simili e, per farlo, l'essersi appoggiato a voci di  personaggi così importanti e conosciuti (come quello di Gesù e Dio in persona), ma sapendoli comunque reinventare in maniera nuova, diretta, moderna e ironica. E' così che il Dio di A volte ritorno diventa un padre un po' burbero ma dal cuore d'oro, per niente collerico ma anzi capace di commuoversi di fronte alle brutture perpetrate dagli uomini che si uccidono tra di loro e distruggono la sua creazione; che fuma marijuana con Gesù e che si stupisce di come sulla terra sia stata dichiarate illegale; che di fronte alla sfacelo del XXI secolo prodotto dagli uomini rigetta l'idea di un secondo diluvio e rinvia suo figlio sulla terra per ricordare al genere umano il suo unico comandamento: "fate i bravi". Ed è così che, allo stesso modo, Gesù diventa un ragazzo scanzonato e mai del tutto cresciuto, con la passione per la musica indie e il sogno di mettere insieme una band, che discute in Paradiso con Jimi Hendrix di chitarre e accordi, ma che sulla Terra è dalla parte degli esclusi e degli emarginati, che nella sua bontà e ingenuità si stupisce  della cattiveria degli umani, che non si arrabbia mai e ha sempre una soluzione e un sorriso in qualunque circostanza. 
Di A volte ritorno ho quindi apprezzato tutto questo e molto altro. Ci sono state delle scene davvero spassosissime, sopratutto nella prima parte, che mi sono piaciute particolarmente: dalla cena all'Inferno di Dio e Gesù con Satana, alla riunione di Dio con Pietro, Andrea e Matteo solo per citarne alcune. Della storia di Gesù sulla Terra, mandato da suo padre per ricordare agli uomini la strada giusta, ho amato la vicenda che Nieven ha voluto raccontare e il modo in cui ha conciliato le due facce di Gesù: quella del ragazzo e quella del figlio di Dio. Ho apprezzato il reinventare la storia in chiave moderna, con talent show e viaggi nel deserto in pullman, ma mantenendo comunque i punti cardine della storia tradizionale, sopratutto nell'epilogo. 
Ma più di tutto, lo dico ancora una volta, ho apprezzato immensamente la satira di Nieven che con leggerezza e ironia manifesta aspetti importanti  e contraddizioni della religione cristiana e cattolica (anche se non solo), e che con il suo modo di nascondere dietro una battuta a effetto verità e riflessioni importanti nononchè profonde, esprime giudizi, almeno per quanto mi riguarda, veritieri e giusti che pochi hanno il coraggio di dire ad alta voce.
C'è un però in tutto questo tripudio di lodi più che meritate e, purtroppo, non riesco a togliermelo dalla testa. Sarà che non avevo mai letto un libro di satira o comunque di questo genere prima di adesso, sarà che il tema religioso è un argomento che mi sta molto cuore e che ogni volta che ne parlo con qualcuno mi accendo come un candelotto di dinamite, ma continuo a pensare che, nonostante tutto, A volte ritorno avrebbe potuto essere in qualche modo più profondo. Ripeto, forse è il mio modo di vedere le cose che mi mette dalla prospettiva sbagliata o forse tutto ciò è indice che voglio leggere un romanzo con temi uguali ma con caratteristiche diverse (e questo pensiero non è ancora stato elaborato razionalmente dal mio cervello), ma credo che l'elemento umoristico, seppur sia innegabilmente uno dei punti di forza e maggiormente caratteristico dello stile dell'autore, sia anche la parte che  non permette al testo di essere veramente (e intendo proprio tanto) incisivo.
Detto questo concludo dicendo che A volte ritorno è stata in ogni caso un'ottima lettura, che  al di là di gusti e preferenze personali è risultata sicuramente scorrevole, divertente e con riflessioni non da poco. Mi ha permesso di passare dell'ottimo tempo in compagnia di personaggi davvero memorabili e mi ha regalato tante risate.
In conclusione quindi il libro mi è piaciuto parecchio e, se non siete tipi che si scandalizzano, ve lo raccomando caldamente. Per quanto mi riguarda leggerò sicuramente altro dell'autore e sicuramente...non vedo l'ora! 

Coinvolgimento

Ottimo! Il libro si legge davvero che è una meraviglia. Fluido, scorrevole e simpatico, con protagonisti e avventure del tutto anormali ma proprio per questo divertenti e godibili. A volte ritorno è un libro sia di intrattenimento sia riflessivo che mi ha pienamente coinvolta e trascinata nelle sue pagine. 5/5

Stile

Semplice ma non semplicistico, scorrevole, fluido e molto ironico. Lo stile dell'autore è davvero un piacere da leggere, e assolutamente si confà alla storia e ai personaggi. Sicuramente Nieven è una delle voci più originali, indimenticabili e simpatiche che mi siano capitate di leggere negli ultimi anni e  sono sicura che saprà regalarci molti altri libri di alto profilo. 5/5

Personaggi

A mio parere il vero punto di forza del libro. Ho già detto quanto mi siano piaciuti Dio e Gesù, quanto abbia trovato davvero fantastica la caratterizzazione che Nieven ha voluto dedicare a Dio in particolare, con il suo amore per i gay e il suo sconcerto per la chiesa che ha distorto tutti i suoi principi e molto altro: ho apprezzato davvero molto questo punto e tutte le varie riflessioni che da qui ne sono derivate e penso che sia stata una delle mie parti preferite del romanzo. Tuttavia devo ammettere che nella fantastica galleria di personaggi menzionata ho trovato una grande assente: Maria. E mi domando, senza peraltro arrivare a una risposta, il perché di questa scelta. 
Altro elemento che mi ha lasciata giusto un pizzico interdetta è la figura di Steven Stelfox: non sono davvero riuscita a comprendere se fosse Satana o no. 4/5

Vicenda

Come già detto precedentemente ho apprezzato moltissimo la storia. Mi è piaciuto molto la contemporanea presenza di elementi moderni ma che richiamano il racconto biblico e ho gradito in particolare il finale denso di significato, riflessione e anche di un inusuale happy ending. 5/5

(Cover: La cover italiana richiama un po' quella originale anche se personalmente mi piace più quella nostrana. Devo ammettere però che quella americana è veramente più in linea sia con il personaggio di Gesù che con lo spirito della vicenda stessa. 4/5)



Consigliato? Ripeto, a meno di non essere dei ferventi cattolici, consiglio caldamente la lettura del libro. Leggete e meditate, gente :)

Giudizio: 4.75/5


lunedì 9 giugno 2014

It's Monday! What are you reading?



Buon Lunedì miei cari Lettori! Eccoci giunti a un altro appuntamento con la rubrica settimanale It's Monday! What are you reading? Una rubrica settimanale creata dal blog Book Journey in cui vi parlerò delle mie letture attuali e di quelle della settimana appena trascorsa, nonché ovviamente di quelle previste. Se anche voi volete partecipare, vi basterà lasciare un commento qui sotto con le vostre letture.

Finalmente è arrivata l'estate! O almeno qui a Torino il clima è piacevolmente caldo, e da voi?
Nel mentre è arrivato anche un altro lunedì ed è tempo che io vi aggiorni sulle mie ultime letture :)
La scorsa puntata ci eravamo lasciate con A volte ritorno di John Nieven, che nel frattempo ho terminato e, nel giro di qualche giorno, potrete anche sapere cosa ne penso! Terminato Nieven ho deciso che un altro romanzo della Moning non poteva che farmi bene e così mi sono buttata su Il mistero del talismano perduto! Dico solo una cosa e non aggiungerò altro (a buon intenditor, poche parole): Barrons! 
Finito con mio grande disappunto di leggere le (dis)avventure di Mac sono entrata in una sorta di crisi da ho-troppi-libri-da-leggere-o-mio-dio-non-ce-la-posso-fare e così ho impiegato un intero giorno nell'indecisione più incompleta senza peraltro giungere a una scelta! Alla fine ho optato per Requiem di Lauren Oliver, terzo e ultimo romanzo della serie Delirium. Anche di questo è in arrivo la recensione. 
Infine, mi sono buttata su un romanzo che mi chiamava dallo scaffale della libreria, letteralmente: Memorie di una Geisha di Arthur Golden e che mi sta piacendo davvero molto :)


pessima foto! Sorry!

E questo è tutto, per questa settimana! Fatemi sapere cosa ne pensate delle mie letture, se anche voi le avete affrontate e come le avete trovate. Ma sopratutto fatemi sapere cosa state leggendo di bello!


giovedì 5 giugno 2014

In my Mailbox - Maggio


Cari Lettori,
oggi è tempo di una nuova puntata di In my Mailbox!

Ideata da The Story Siren, In my Mailbox è una rubrica in cui si presentano le nuove entrate che si sono aggiunte alla nostra libreria. Sarà a cadenza mensile.
E dunque, senza altri indugi, ecco qui quello su cui sono riuscita a mettere le manine! :D

Muahahahhaahah! Fatemi iniziare questa puntata con una super risata malefica!!! 
Ebbene sì, come preannunciato nell'ultima puntata questo mese non mi sono risparmiata tra Salone del libro, Maggio dei libri e regali per l'anniversario ho aperto il portafoglio un'infinità di volte! Pero sono davvero contenta e dunque ecco qui il mio bottino!



Partendo dall'alto potrete ammirare le due nuove cavolate trovate editoriali del momento: i nuovi Live della Newton con copertina rigida a 1,90 € (che bisogno c'era di mettere una cover rigida?) e gli ancora più inutili flipback della Mondadori, che non solo costano quanto un libro normale rilegato, ma sono di qualità pessima e davvero poco maneggevoli. Nella fattispecie sono entrata in possesso de L'ultimo giorno di un condannato a morte di Hugo e La solitudine dei numeri primi di Giordano.

Proseguiamo poi con un saggio sui Druidi (argomento a me molto caro e sentito) di Jean Markale che soggiornava nella mia wl da tempo immemore; Requiem di Lauren Oliver che trovare nelle librerie normali è come entrare e chiedere il Santo Graal; Il confine dell'eternità che volevo dalla sua uscita visto che il suo predecessore è uno dei pochi na che mi è veramente piaciuto; Nel limbo di Rosamund Lupton che mi aveva già conquistato con Sorella e dunque non vedo l'ora di essere trascinata nuovamente in uno dei suoi thriller; La ragazza che hai lasciato di Jojo Moyes che mi era piaciuta moltissimo in Io prima di te e spero che riesca a bissare nuovamente e infine La verità di Amelia il libro rivelazione (a detta della casa editrice) che ha scalato le classifiche americane e francesi...vedremo!

Nella seconda foto abbiamo invece A volte ritorno di John Nieven, romanzo veramente bello di cui presto arriverà la recensione; Memorie di una Geisha comprato in una libreria davvero bella e fornita in riva al lago; Una ragione per amare di Rebecca Donovan su cui ho già detto anche troppo; The trap gentile omaggio della casa editrice; Lupo cattivo della pluriacclamata Niele Nehause di cui purtroppo non ho ancora avuto modo di leggere nulla; Il mistero del talismano perduto della mia amata Moning e, per terminare in bellezza (sto scherzando ovviamente), L'estate nei tuoi occhi della Han -.-

E questo è tutto! Cosa ne pensate delle mie nuove entrate? Ne avete letta qualcuna?
E voi, quali sono state le vostre new entry del mese?

A presto,

lunedì 2 giugno 2014

Yes & No (28)


Cari Lettori,
come ogni fine mese eccoci arrivati a una nuova puntata di Yes & No, rubrica mensile del blog nella quale, facendo un bilancio delle mie letture, promuoverò il miglior e il peggiore libro del mese. Semplice no?
Partiamo subito allora...

Leggere durante il mese di Maggio è stata davvero un'impresa! Tra lavoro, appuntamenti inderogabili, week end occupati da comunioni, Saloni del libro e Gardaland (ebbene sì!:D) trovare il tempo per leggere è stato davvero complicato! Però ci sono riuscita e alla fine di tutto ho portato a casa il mio bel bottino di cinque libri terminati :)
Le letture sono state molto varie e altalenanti, con alcuni romanzi che si sono rivelati davvero deludenti. Ma bando ai convenevoli, ecco qui la lista!

1. Il segreto del libro proibito - Karen Marie Moning
2. Champion - Marie Lu
3-Inferno - Dan Brown
4-Una ragione per amare - Rebecca Donovan
5-A volte ritorno - John Nieven

Per il libro Yes del mese questa volta vado liscia come l'olio e dico A volte ritorno di John Nieven, un romanzo davvero bello e spassoso che ho divorato letteralmente e apprezzato ancora di più. Ve ne parlerò meglio nella recensione ma per ora si porta a casa il titolo di miglior romanzo del mese!


Nessun candidato per il libro Ni, questo mese, anche se ne abbiamo purtroppo uno per il libro No che come avrete immaginato è Una ragione per amare di Rebecca Donovan. Purtroppo seppur a malincuore boccio l'esordio di questa scrittrice che ho trovato davvero poco interessante e scritto anche piuttosto maluccio. Per maggiori dettagli vi lascio qui la mia recensione QUI.


E questo è tutto per questo mese per me. E voi, quali sono state le vostre letture Yes & No?



domenica 1 giugno 2014

Aforismi e Citazioni

Cari Lettori,
è tempo di un nuovo appuntamento con la frase letteraria del mese. Per questo appuntamento ho scelto una frase di Francois Mitterrand:

"Un uomo perde il contatto con la realtà se non è circondato dai suoi libri."

Ecco, questa è una di quelle massime che dovrei appiccicarmi in fronte e girare tutto il giorno con il mio bel foglietto scritto a caratteri cubitali! 
Non so voi, ma purtroppo, anche troppo spesso ultimamente, mi capita di aver a che fare con personcine che non capiscono (proprio non ce la fanno, non importa quanto io abbia tentato) l'importanza della lettura! Persone che credono che leggere sia estraniarsi dalla realtà perché impedisce la socializzazione, essendo la lettura un atto individuale; o che credono che la lettura imbottisca la mente di stupidaggini senza senso e forvianti dalla vita vera. Ebbene, fintanto che avrò un briciolo di respiro continuerò ad oppormi a questa visione del tutto errata, anche se dovessi lottare contro i mulini a vento! 
Io sono dell'idea che non importa quello che si legge, anzi, variare le letture è fondamentale, purché lo si faccia. La lettura è e sarà sempre un'azione che eleva l'uomo, ampliando i suoi orizzonti mentali e costringendolo a riflettere su molti aspetti della vita vera. Perciò sì, non posso che essere d'accordo con la frase del mese! Assolutamente!
E voi, cosa ne pensate? Siete d'accordo? Fatemi sapere la vostra opinione :)

A presto,