venerdì 23 agosto 2013

Recensione - L'ipotesi del male

Cari Lettori,
ecco la recensione del giorno!

L'IPOTESI DEL MALE
DONATO CARRISI
LONGANESI
432 PAGINE
18,60 €
ED. RILEGATA



Trama
(dalla copertina)

«Hai mai desiderato scomparire?» C’è una sensazione che tutti, prima o poi, abbiamo provato nella vita: il desiderio di sparire. Di fuggire da tutto. Di lasciarci ogni cosa alle spalle. Ma per alcuni non è solo un pensiero passeggero. Diviene un’ossessione che li divora e li inghiotte. Queste persone spariscono nel buio. Nessuno sa perché. Nessuno sa che fine fanno. E quasi tutti presto se ne dimenticano. Mila Vasquez invece è circondata dai loro sguardi. Ogni volta che mette piede nell’ufficio persone scomparse – il Limbo – centinaia di occhi la fissano dalle pareti della stanza dei passi perduti, ricoperte di fotografie. Per lei, è impossibile dimenticare chi è svanito nel nulla. Anche perché la poliziotta ha i segni del buio sulla pelle, come fiori rossi che hanno radici nella sua anima. Forse per questo Mila è la migliore in ciò che fa: dare la caccia a quelli che il mondo ha dimenticato. Ma se d’improvviso alcuni scomparsi tornassero con intenzioni oscure? Come una risacca, il buio restituisce prima gli oggetti di un’esistenza passata. E poi le persone. Sembrano identici a prima, questi scomparsi, ma il male li ha cambiati. Alla domanda su chi li ha presi, se ne aggiungono altre. Dove sono stati tutto questo tempo? E perché sono tornati? Mila capisce che per fermare l’armata delle ombre non servono gli indizi, non bastano le indagini. Deve dare all'oscurità una forma, deve attribuirle un senso, deve formulare un’ipotesi convincente, solida, razionale… Un’ipotesi del male. Ma per verificarla non c’è che una soluzione: consegnarsi al buio.

Commento Personale

Devo ammettere che, quando ho incominciato la lettura de L'ipotesi del male, hanno cominciato a formarsi nella mia testa anche una serie di interrogativi piuttosto sgradevoli a cui rispondere. Dopo l'avventura con La donna dei fiori di carta, che definire disastrosa per me è quasi un eufemismo,  la paura di non ritrovare mai più tra le pagine uno dei miei autori italiani preferiti di thriller era tanta; e per questo motivo ho rimandato così tanto la lettura di questo suo ultimo lavoro, almeno fino a quando la curiosità non ha avuto -infine- la meglio. Con mia grande soddisfazione però, posso dire che tutte le mie paure si sono rivelate più che infondate: Donato Carrisi è tornato! Eccome!!! Per quanto mi riguarda infatti, l'ultima fatica dello scrittore pugliese si è dimostrata, ancora una volta, all'altezza delle mie aspettative: ha saputo regalarmi ore di puro intrattenimento, riempendomi di tensione e togliendomi il fiato, come ogni buon thriller che si rispetti dovrebbe saper fare. Nonostante abbia creduto, almeno per un attimo, di aver tra le mani un romanzo su un argomento abusato- come può essere la dicotomia tra bene e male-e che per questo motivo non avrebbe potuto aggiungere nulla di nuovo sotto il panorama, alla fine mi sono dovuto seriamente ricredere e mentalmente bacchettare per la mia poca fede, perchè Carrisi è riuscito- ancora una volta- a sorprendermi! Con una storia intrigante e con un plot che riempie di significato il termine svolta narrativa L'ipotesi del male mi ha totalmente conquistata, togliendomi il fiato più volte e pure il sonno su alcuni passaggi. Per non parlare del finale!!!
Non aggiungo altro, non dilungo ulteriormente il mio pensiero perchè Donato Carrisi, a mio avviso, non ha bisogno di lodi sperticate nè di complimenti esagerati: leggete i suoi thriller e capirete da soli se merita o meno! :)

 Coinvolgimento

Ottimo. Ancora una volta Carrisi ha saputo scegliere un argomento estremamente interessante su cui far ruotare il suo romanzo: gli scomparsi. E di nuovo ha saputo dare lustro e originalità a un tema già molto trattato e letto, sopratutto in questo genere, come l'eterna lotta tra il bene e il male. La curiosità di sapere cosa si sarebbe inventato questo volta e il volere essere stupita ancora più di quanto non abbia fatto in passato, è stata per me la molla più potente per continuare a girare le pagine, ma molti altri elementi - come lo stile e i personaggi- hanno contribuito a rendere la lettura scorrevole e molto coinvolgente. 5/5

Stile

L'ho già detto in precedenza per altri suoi libri, ma lo ripeto volentieri: io adoro lo stile di Carrisi. Trovo che riesca a coniugare alla perfezione la sinteticità  doverosa per un thriller  senza però rinunciare all'evocazione di scene che, per me, risultano sempre molto vivide.
In definitiva perciò, ho trovato lo stile estremamente scorrevole e fluido, perfetto per il romanzo e di gran presa sul lettore. 5/5

Personaggi

Se avete letto Il Suggeritore sarete contenti di sapere che potrete ritrovare anche in questo romanzo il personaggio di Mila e anche quello di Goran più, naturalmente, altre nuove figure tutte molto interessanti da leggere e ben integrate nel romanzo. Personalmente ho trovato i protagonisti della vicenda estremamente ben delineati e caratterizzati sia con i loro punti di forza che, sopratutto, con le loro debolezze. Avendo letto il libro precedente poi, mi è piaciuto molto come Carrisi abbia creato per Mila una certa "evoluzione", diretta prosecuzione del cammino intrapreso ne Il Suggeritore. Un plauso va inoltre, secondo me, attribuito all'autore per aver gestito molto bene un personaggio femminile tutt'altro che facile da muovere, senza averlo mai -durante tutto il romanzo- sminuito o traviato completamente.5/5 

Vicenda

 Bella e originale. Drammatica e profonda. Inaspettata e assolutamente godibile, a tratti angosciosa e leggermente inquietante. Ma sopratutto piena di colpi di scena del tipo che devi rileggere la pagina per essere sicura di aver capito bene.
Non aggiungo altro perchè se vi piacciono i thriller sono sicura che troverete L'ipotesi del male davvero di vostro gradimento. 5/5

(Cover: Caruccia. Inizialmente non mi diceva nulla, poi leggendo il libro mi sono leggermente ricreduta. Ora posso dire di trovarla abbastanza in linea con l'argomento trattato e con la trama. Tutto quel rosso però continua a non convincermi pienamente, secondo me ci si poteva impegnare di più! 3/5)

Consigliato? Assolutamente! Se amate i thriller è d'obbligo dare una possibilità a Carrisi. Se avete amato Il Suggeritore, questo vi piacerà sicuramente! E anche se non amate i thriller, a mio parere, potete comunque tentate di dare una lettura al romanzo (non ci sono scene traumatiche perciò è adatto anche a chi è facilmente impressionabile) se volete provare un brivido lungo la schiena!

Giudizio: 5/5



lunedì 19 agosto 2013

Recensione - La collina delle fate

Cari Lettori
ecco la recensione del giorno!

LA COLLINA DELLE FATE
DIANA GABALDON
TEA
450 PAGINE
9,00 €
ED. ECONOMICA
(# 5 La Straniera)




Trama
(dalla copertina)

La collina è chiamata Craigh na Dun, la collina delle fate, e gli abitanti della zona dicono che è un posto magico. Claire Randall ha scoperto perché. Il suo terzo viaggio nel tempo - dal 1968 al 1768 - le ha permesso di ritrovare e riabbracciare il suo amato Jamie. Altre avventure li attendono: questa volta diretti verso le Indie occidentali e le colonie americane, devono affrontare il rapimento della nipote di Jamie, i pirati, una strega e sopravvivere a sciabole e a una tempesta tropicale.

Commento Personale

Con una confusione assoluta nel cuore e nella mente comincio a scrivere questo pensiero senza sapere se riuscirà a prendere una forma coerente o meno, nè se sarà adeguatamente in grado di spiegare i miei sentimenti su questa lettura.
Parto con il dire che Diana Gabaldon è una delle mie autrici preferite in assoluto. Il suo romanzo d'esordio, La straniera, è da sempre uno dei miei preferiti, il primo che mi viene in mente quando qualcuno mi chiede di consigliargli un buon libro, il primo che si riaffaccia alla memoria quando scavo nelle mie letture alla ricerca di emozioni forti e intense e indimenticabili. A lungo mi sono chiesta da cosa dipendesse questa mia ossessione per la storia dei due protagonisti, ma non sono mai riuscita a darmi una risposta univoca. Forse quando l'ho letto, diversi anni fa ormai, ero particolarmente predisposta in maniera positiva o forse, effettivamente, il libro è davvero bello e merita tutta la mia ammirazione. Non lo so e, a dirla tutta, neanche mi interessa conoscere la verità; se chiedo in giro ad altre persone che hanno letto il romanzo  i pareri sono contrastanti, come è giusto che sia d'altro canto quando si parla di letture, ma per me c'è un solo dato di fatto: La Straniera è - e rimarrà- uno dei romanzi più belli che io abbia letto! Anche il secondo libro, che qui in Italia è arrivato diviso in due parti, è stato molto bello e intenso da leggere e, senza dubbio, posso affermare che è stato il cemento che ha solidificato il mio sodalizio con questa autrice.
 E' difficile dunque, anzi difficilissimo, per me dire che, in qualche modo, c'è stato qualcosa in questo romanzo che non ha saputo soddisfarmi a pieno. E' complicatissimo per i miei processi mentali togliere dal piedistallo- sul quale io stesso l'avevo piazzata- l'autrice che forse più in assoluto ho elogiato nella mia carriera di lettrice, ma non posso ignorare l'evidenza dei fatti, per quanto mi piacerebbe tuttavia. La collina delle fate, così come il suo predecessore - Il cerchio di pietre che compongono in originale il terzo libro- anche se in maniera più blanda, va detto, hanno perso lo smalto, quella scintilla unica, perfetta e a quanto sembra difficilmente ripetibile, che ha reso i precedenti libri dei capolavori ai miei occhi. Vuoi che Jamie e Clare hanno ormai la loro età, e che questa è forse un tantino troppo lontana da me per ritrovare in loro qualcosa di condivisibile; vuoi che l'ambientazione non è più quella della magica e affascinante Scozia che così tanto ho amato; vuoi che la Gabaldon ha uno stile di cui tutto si può dire meno che non sia prolisso, ma a questo libro è mancato qualcosa. Ecco, l'ho detto!!! Nonostante in generale possa affermare che mi sia piaciuto, non posso però non dire che in alcuni punti ho fatto un po' di fatica a leggerlo e che, a fine lettura, mi sono ritrovata alquanto spossata dallo sforzo di essere giunta in fondo alle cinquecento pagine del romanzo. So che forse sto mettendo le cose in maniera un po' troppo melodrammatica e che comunque il punteggio finale del romanzo è alto, ma per me è davvero inconcepibile (o per lo meno, lo era fino ad oggi) dare un voto che non sia il massimo alla Gabaldon!
 Ancora non ci credo di aver scritto questo su di lei, ma la verità è esattamente quella che ho detto: La collina della fate è stato un buon romanzo, pieno di avventura e di romanticismo, ma non ai livelli dei precedenti che rimangono ineguagliati. In ogni caso, sono troppo affezionata all'autrice e ai personaggi per lasciar perdere la serie; la curiosità ancora mi tenta ed è per questo che continuerò ancora a leggere la loro storia, anche se non potrò evitare di guardare al passato con un pizzico di rimpianto.

Coinvolgimento

Buono ma non ai massimi livelli a cui sono arrivata leggendo questa autrice. Le cause, dal mio punto di vista, sono molteplici. In primis però posso essere ragionevolmente sicura dicendo che l'argomento principale non era di mio interesse. I romanzi con navi, pirati, guardie marine e tempeste tropicali non sono mai stati i miei preferiti! Rimane in ogni caso un libro godibile, nonostante la mole, grazie sopratutto ai personaggi e alla vicenda di fondo in generale sempre ben trattati all'interno del romanzo. 4/5

Stile

Non sono mai stata una detrattrice dello stile della Gabaldon, anzi! Personalmente adoro gli stili corposi e descrittivi che ai più  possono risultare pedanti, ma che a me appaiono solamente minuziosi! In effetti, descrittivo e minuzioso sono due aggettivi che ben descrivono lo stile dell'autrice il quale, mischiato alla prerogativa di una storia originale e accattivante, nonchè romantica e avventurosa, ha fatto scaturire qualcosa di veramente unico in precedenza. Qui, come detto precedentemente, ho ritrovato lo stile inalterato a confronto di una vicenda, al contrario, non così eccellente. Tuttavia lo stile è, e rimane, tra i miei preferiti: scorrevole e incantatore. Merito anche dell'ottima traduzione. 5/5

Personaggi 

A costo di sembrare di parte, non obiettiva nonchè patetica, lo devo premettere per forza: io amo dal profondo del cuore Jamie e Clare, sono una delle coppie più belle di cui abbia mai letto! Jamie Fraser, a distanza di cinque anni dal nostro primo incontro, abita ancora i miei sogni! E Clare è un personaggio a cui è impossibile non affezionarsi o non entrarci in sintonia. Ma tuttavia, benchè mi duole dirlo, devo ammettere di aver trovato anche i personaggi un tantino sottotono: nonostante la caratterizzazione sia stata buona, non posso dire di averla trovata eccellente o, per lo meno, continua. A tratti infatti, ho trovato la Gabaldon più concentrata sull'azione che sulla psiche, aspetto che invece ha sempre tenuto in gran conto nei precedenti libri. Davvero un peccato! 4/5

Vicenda

Lo dico? Io ho trovato la storia principale una sorta di brodo riscaldato. Bene, l'ho detto! 
Dopo quello che era successo ne Il cerchio di pietre l'autrice aveva bisogno di un motivo per traslare i due protagonisti dalla Scozia alle Americhe. Ma la mia domanda è: erano necessarie altre cinquecento pagine? E la mia risposto è: no. Il tutto poteva- secondo il mio modesto parere- essere benissimo accorciato e incorporato nel libro precedente. In ogni caso, dato che il libro l'ho letto, vi dico la mia opinione: pur tra gli aspetti che non mi hanno convinto più di tanto- in primis tutta la storia della pirateria e delle navi ecc- devo ammettere però, di aver trovato la storia, con mia sorpresa, particolarmente avventurosa ed...esotica al punto giusto. Certo, mi ha fatto un certo effetto leggere di Jamie Clare fuori dalla Scozia, ma dato che devo abituarmici a quanto pare, tanto vale che cominci da subito! In generale, l'autrice ha sopperito piuttosto bene certe lacune con una buona dose di avventura e di scorrevolezza. 4/5

(Cover: In linea con le precedenti in questa edizione. Non brilla per bellezza ma nemmeno è orribile. Questa in particolare mi dice niente, ma per lo meno si richiama alla altre cover della serie. 4/5)

Consigliato? Sicuramente non il migliore libro dell'autrice. Diana Gabaldon può dare decisamente di più! Consigliato se amate la serie e per trovare una conclusione alle vicende de Il cerchio di pietre.

Giudizio: 4.25/5


giovedì 15 agosto 2013

Quattro Letture Estive

Cari Lettori,
come promessovi eccomi con la mia opinione su quattro letture che ho affrontato durante questo periodo di latitanza  e frequenza sporadica della blogosfera :)



Dopo mesi di letture molto leggere a causa di impegni  che mi hanno tenuto occupata la mente ho avuto una specie di rigetto fisiologico per il genere YA e company e mi sono dunque direttamente buttata sui thriller/gialli senza esitare un attimo di più! Il primo che ho preso in mano è stato La verità sul caso Harry Quebert del giovane e talentuoso Joel Dicker, pubblicato in Italia dalla Bompiani allo stratosferico prezzo di 19,90 € per 774 pagine. Ho puntato il romanzo fin dalla sua uscita in libreria e dal momento stesso in cui sono riuscita a metterci le mie manine sopra non vedevo l'ora di iniziarne la lettura, che mi sembrava estremamente promettente e decisamente in linea con i miei gusti. Purtroppo ho dovuto aspettare di avere sufficiente tempo libero per dedicarmici completamente e l'inizio delle vacanze mi è stato in effetti il momento migliore per iniziarne la lettura. Sono partita con aspettative altissime e quasi impossibili da soddisfare, ma tutto sommato La verità sul caso Harry Quebert è stato in grado si colmarle praticamente tutte. Joel Dicker ha uno stile davvero fantastico, ti scivola addosso senza mai risultare pesante o noioso o pedante. E credetemi se vi dico che mai, nemmeno una volta, in più di settecentocinquanta pagine la lettura è stata un peso! La narrazione è magnificamente gestita, perfetta nella sua coralità e ottima in relazione agli eventi raccontati. Non si disdegnano colpi di scena ben costruiti, sopratutto nella parte finale del libro, e diverse svolte narrative disseminate per tutta la lunghezza del romanzo. L'autore ha fatto un lavoro minuzioso, certosino e davvero lodevole creando una storia altamente godibile, infarcita di deliziose massime strettamente legate a doppio nodo con il mondo dei libri (davvero una chicca, credetemi!). Anche  i personaggi  non sono da meno:  risultano tutti fantastici e tutti quanti godono della stessa accuratezza usata dall'autore per la vicenda. A modo loro sono tutti un po' i protagonisti di questa tortuosa e letale - è il caso di dirlo- storia, e Dicker è stato veramente geniale nel creare i loro personali drammi e mischiarli adeguatamente con l'intreccio centrale del romanzo. Ottima anche la scelta stilistica di usare più pov e calare così il lettore direttamente nella testa del personaggio di turno.
C'è comunque un però che nonostante tutto mi sento di sottolineare: il ritmo narrativo. Mi sono infatti resa conto a lettura inoltrata che il libro può facilmente essere classificato come noir/giallo piuttosto che come thriller e questa differenza di velocità narrativa è stato davvero l'unico neo che non mi ha convinto completamente; anche se alla fin fine si tratta più di gusti personali che di altro. Nonostante la storia rimanga infatti godibile per tutta la durata del libro, alcune parti le ho trovate però decisamente più veloci di altre, nelle quali Dicker si è "perso" in dettagli tutto sommato inutili alla fine della risoluzione (ma non invece alla contestualizzazione) e allo stesso modo questi passaggi sono risultati più incisivi degli altri, almeno per quanto mi riguarda. Non mi lamento comunque più di tanto perchè il romanzo rimane in ogni caso altamente godibile anche in questo modo, anche se probabilmente  uno ritmo da thriller sarebbe stato più in linea con i miei gusti.
La verità sul caso Harry Quebert rimane in ogni caso un romanzo di altro pregio, caldamente raccomandato se volte leggere un bella storia oltre che un ottimo noir.

Giudizio: 4.75/5 



Non paga di emozioni forti mi sono buttata subito dopo su un thriller con la T maiuscola. Uno di quei libri che ti inchioda letteralmente alla sedia e alle pagine,  un romanzo che è stato impossibile mettere giù prima di aver girato l'ultima pagina e anche allora mi ha lasciato un brivido lungo la schiena con il suo finale a dir poco incredibile. Una delle più belle e al contempo terribili letture dell'anno e perfetto- non trovo altro aggettivo per definirlo- per i giorni di calura estiva in cui l'ho letto. Un libro che dovete tassativamente leggere se amate il genere e che presto diventerà anche un film. L'amore bugiardo, pubblicato dalla Rizzoli al prezzo di 18,00 € per 460 pagine, è un libro fantastico, un thriller mozzafiato, un page turner incredibile che sa mischiare in maniera eccellente il realismo alla finzione. Non mi dilungherò troppo sulla genialità dell'intreccio e su quanto intelligentemente sia stato portato avanti dell'autrice, nè su quanto i colpi di scena siano stati davvero fantastici e traumatizzanti per la sottoscritta (che non aveva assolutamente sospettato niente di tutto quello che accadeva!). Bello e perfetto dunque, sotto tutti i punti di vista: è così che scelgo di definire l'ultima fatica di Gillian Flynn che magistralmente ha gestito tutti i fili di una vicenda che ridefinisce a pieno il concetto di "matrimonio in crisi."
 Una sola ultima raccomandazione: non lasciatevelo sfuggire!

Giudizio: 5/5


Mentre mi davo ai thriller come se non ci fosse un domani, la mia mente da lettrice già si preparava alla prossima lettura, passando in rassegna i vari titoli della mia enorme TBR pile. C'è stato poco da fare, quando mi sono ricordata di avere in attesa l'ultimo libro della saga di Black Friars, ho immediatamente capito che sarebbe stata la mia prossima lettura. Subito dopo averlo iniziato tuttavia, ho pensato immediatamente di rimetterlo giù e rimandarne la lettura, perchè ero perfettamente consapevole delle conseguenze che la fine della serie avrebbe avuto sulla mia psiche. E così è stato. Leggere le cinquecento pagine de L'ordine della Croce è stato al contempo malinconico e gioioso. Sono state le cinquecento pagine più incredibili e dolce amare dell'anno perchè nonostante le divorassi, come accade per ogni cosa uscita dalla penna di Virginia, dall'altro lato sapevo che inesorabile mi trasportavano verso la fine, nella quale avrei dovuto tassativamente lasciare per sempre i personaggi  e il loro mondo che sin dall'inizio dell'avventura mi ha tenuto così tanta compagnia . E' difficile spiegarvi la simbiosi che si è creata in questi quattro anni tra me e i libri della De Winter: le mie estati non saranno più le stesse senza l'attesa per l'uscita di una nuova avventura nel magico mondo della Vecchia Capitale; mi mancheranno tutti i personaggi, anche se so che posso sempre darmi alla rilettura (cosa che ho assolutamente intenzione di fare!), e mi mancheranno in maniera altrettanto intensa i sospiri che solo la lettura di questa serie ha saputo regalarmi.
Non serve aggiungere molto altro, ormai credo si sia capito quanto abbia amato L'ordine della croce (edito Fazi, 18,00 € per 506 pagine) e tutta la serie in generale, quanto io sia irrimediabilmente innamorata dello stile e dei personaggi (Bryce in testa!) senza possibilità alcuna di ritorno. Se ancora non vi siete avvicinati a questa lettura, vi consiglio caldamente di farlo perchè non ne rimarrete delusi, ma attenzione: crea dipendenza!!!

Giudizio: 5/5


Infine, dopo aver superato il lutto per la fine della serie di Black Friars, mi sono data nuovamente al genere YA, ma questa volta in lingua. Da un po' di tempo infatti occhieggiavo con insistenza il secondo libro della serie Legend di Marie Lu: Prodigy. Legend era stato un buon distopico ma mancava di qualcosa, di una qualche scintilla che lo proiettasse in pieno tra i libri incredibili, quelli insomma che sanno rubarti un pezzettino del cuore. Al contrario invece, ho trovato Prodigy nettamente superiore al suo predecessore. Il secondo libro della serie parte esattamente dove Legend si era interrotto e da qui sale in un crescendo di emozioni davvero fantastiche e scene a dir poco epiche (e molto cinematografiche). La storia d'amore tra Day e June è messa ancora una volta alla prova dalle circostanze avverse, il dubbio mina costantemente il loro rapporto per gran parte del romanzo, sopratutto ora che per gran parte della vicenda sono divisi e impegnati a combattere la Repubblica ciascuno a modo loro; e non un triangolo ma un bel quadrato amoroso attende il povero lettore ignaro e i due protagonisti! Inoltre, colpi di scena a  più non posso e un finale strappalacrime per minimizzare condiscono il tutto, rendendo  Prodigy davvero un ottimo libro. Nonostante gli ottimi implementi raggiunti dall'autrice devo però confessare che mi aspettavo qualcosina in più in termini di approfondimenti per quanto riguarda la società distopica. Sopratutto per le Colonie, che in questo capitolo giocano un ruolo fondamentale, avrei decisamente preferito una maggior presenza di dettagli in merito alla loro organizzazione e magari anche alla loro storia. Buoni come sempre invece i personaggi e la loro caratterizzazione; stesso discorso  anche per quanto riguarda lo stile che trovo perfettamente in linea con il romanzo e molto incisivo per il tipo di scrittura.
E ora, dato il finale del libro, non posso far altro che contare i giorni che mi separano da Champion, il terzo e ultimo romanzo della serie!

Giudizio: 5/5



martedì 13 agosto 2013

Wanted - Cronache di una blogger latitante

Cari Lettori,
buon giorno!! Pensavate che mi fossi dimenticata di voi? Che me ne fossi andata al mare senza nemmeno avvertirvi? I più malefici avranno persino fantasticato di essersi liberati della sottoscritta per sempre, e invece no! Sono qui e batto un colpo per farvi sapere che sono viva e vegeta, in salute e che non mi hanno rapita gli alieni!! :)


Come avrete certamente notato il blog è caduto in una specie di stallo temporaneo e naturalmente la colpa è solo ed esclusivamente mia! Ma cosa è successo? Dove sono stata?
 La risposta è molto semplice! Innanzitutto c'è stato il caldo atroce, quella calura così tremenda che ti riduce inevitabilmente all'apatia coatta dato che non si può fare niente altro, pena il rischio di morte per disidratazione, men che meno avvicinarsi a un pc bollente. Per me poi, che soffro terribilmente il caldo e che l'anno potrebbe ridursi a una sola unica immensa stagione invernale, è stato un periodo da dimenticare e potrete perciò ben immaginarvi in che condizioni versavo! Per darvi un'idea credo che un'ameba accasciata su un divano avrebbe avuto più vitalità di me in quei giorni. Per fortuna ora - almeno qui- l'estate è tornata a livelli sopportabili e ogni tanto si alza una bella arietta fresca, direttamente giù dalle montagne! 
A fine Luglio inoltre - esattamente quando ha fatto più caldo, dato che su questi aspetti le tempistiche universitarie sono sempre perfette -.- - ho affrontato anche l'ultimo esame che mi separava dalla laurea e ora posso felicemente gridare ai quattro venti di essere una tesista!!!!! Non sapete, o forse si, che gran peso mi sono tolta dal petto. Improvvisamente mi sono sentita leggera, felice, orgogliosa di me e sopratutto....libera!! :)

Dunque, da ingenua quale ero, credevo che da Agosto in poi avrei avuto finalmente molto più tempo libero da dedicare a quella meravigliosa attività che risponde al nome di vacanza (leggasi non fare nulla tutto il giorno) e invece, quasi per una sorta punizione dantesca, mi sono ritrovata coinvolta in ventisettemila attività. Mia mamma, per esempio, ha giustamente deciso che non poteva più aspettare e mi ha trascinata in un giro in città per trovare l'abbigliamento secondo lei più adatto al giorno della mia futura discussione di laurea. In effetti ha avuto anche ragione dato che, se fosse dipeso me, ci sarei andata in jeans e maglietta. Perciò ora ho un completo fiammante, con tanto di trampoli (non chiedetemi come deambulerò quel giorno perchè non ne ho idea nemmeno io), che a sua dire mi fa molto "donna in carriera". Ah, le mamme!!! < 3

Contemporaneamente a tutto ciò sono stata impegnata insieme a F. nell'organizzare la mia meritata vacanza. Naturalmente in casa Drummond si fanno le cose all'incontrario e quindi se tutti vanno in ferie in estate, noi ci prenotiamo una bella vacanza in autunno inoltrato!! :D D'altra parte però io preferisco così. Per quel periodo infatti mi sarò lasciata alle spalle praticamente tutto e sarò così libera di godermi a pieno il meritato relax! Non vedo l'ora!!

Tutto ciò per dirvi che dato che la maggior parte del viaggio è pianificata e sistemata, i vestiti comprati e la tesi pronta per essere scritta, la mia esistenza dovrebbe - e qui il condizionale è d'obbligo- ritornare a una parvenza di routine.

E arriviamo quindi anche a parlare delle noti dolenti. Naturalmente in tutto questo tempo non ho potuto fare a meno di leggere i miei adorati libri! In teoria sarei anche in una sorta di Piano per il Ridimensionamento degli Acquisti Compulsivi auto-impostomi  anche se comunque le nuove entrate non mancano mai! (Mica è colpa mia se mi regalano i libri!!). Comunque insieme ai libri che ho letto si sono accumulate anche diverse recensioni e siccome sono pigra, contando che mediamente per scrivere una recensione ci metto due orette scarse se ho l'ispirazione e considerando inoltre che ho  quattro libri di cui parlarvi, ho pensato di riunire tutte e quattro le recensioni in un unico post nel quale, ovviamente, troverete un'opinione di massima. Lo so  che non è il massimo, ma dato che i libri mi sono piaciuti ci tenevo almeno a lasciarvi qualche commento che la lettura mi ha ispirato. In questo modo conto di rimettermi in pari e riprendere così con le recensioni normali e la consueta attività di blogger.Fatemi sapere :)

Perfetto, credo di avervi detto tutto! 
A presto!



domenica 4 agosto 2013

Recensione - L'angelo

Cari Lettori,
ecco finalmente la mia opinione su questo romanzo!

SHADOWHUTERS LE ORIGINI - L'ANGELO
CASSANDRA CLARE
MONDADORI
475 PAGINE
17,00 €
ED.RILEGATA
(#1 The Infernal Devices)



Trama
(dalla copertina)

Tessa Gray, orfana sedicenne, lascia New York dopo la morte della zia con cui viveva e raggiunge il fratello ventenne Nate, a Londra. Unico ricordo della vita precedente, una catenina con un piccolo angelo dotato di meccanismo a molla, appartenuto alla madre. Quando il fratello maggiore scompare all'improvviso, le ricerche portano la ragazza nel pericoloso mondo sovrannaturale della Londra vittoriana. Sarà rapita, ingannata, sfruttata per la sua straordinaria capacità di trasformarsi e assumere l'aspetto di altre persone. La salveranno due Shadowhunters, Will e Jem, destinati a combattere i demoni, nonché a mantenere l'equilibrio tra i Nascosti e fra questi e gli umani. Tessa sarà costretta a fidarsi. Si unirà a loro nella lotta contro i demoni per poter imparare a controllare i propri poteri e riuscire finalmente a trovare Nate. Ma tutto ciò la porterà al cuore di un arcano complotto che minaccia di distruggere gli Shadowhunters, e le farà scoprire che l'amore può essere la magia più pericolosa di tutte.

Commento Personale

Cassandra Clare è la mia personale croce e delizia della lettura! Se mi seguita da un po' saprete certamente quanto sia capace di entusiasmarmi di fronte a una sua nuova avventura, per poi cercare di tirarmi fuori a forza la voglia per prendere in mano un altro libro una volta conclusa lettura del precedente. In altre parole, leggo i libri della Clare, mi piacciono anche molto, ma poi una volta conclusi o me li dimentico subito dopo aver richiuso il volume, o (e non so cosa sia peggio) non ho fisicamente-  e nemmeno mentalmente- la forza di leggere un altro capitolo della serie in coda all'altro. Così, complici tutte le recensioni rigorosamente positive che girano in rete, mi sono buttata sulla serie prequel - The Infernal Devices- di cui L'angelo è appunto il primo volume. Come è andata? Decisamente meglio di quanto potessi aspettarmi! E, cosa ancora più importante, ho ancora voglia di leggere il secondo libro, nonostante abbia appena terminato il suo predecessore.
Onestamente però la Clare ha giocato molto d'astuzia: come si fa infatti a non amare la Londra Vittoriana, condita con vaghi accenni di steampunk qui e lì, e con in mezzo un bel triangolo amoroso ingarbugliato?! La risposta è che non si può! Ovviamente. E quindi ecco che anche la sottoscritta è caduta vittima dell'incantesimo, come era forse prevedibile immaginare. Inoltre, a differenza di altri lettori, dei quali ho letto diverse critiche a riguardo in rete, non mi ha dato fastidio la velata somiglianza dei personaggi de L'angelo con quelli di Città di ossa. Non posso negare che non ci siano o che non le abbia percepite, nè che in effetti non siano un punto in ombra rispetto al libro ma ripeto, la cosa non mi ha disturbato tanto quanto invece avrei creduto.
Perchè allora non ho assegnato il massimo punteggio? Perchè onestamente la grande genialità di cui ho tanto sentito parlare riguardo all'autrice- e riguardo questa particolare trilogia- io non l'ho trovata. O per lo meno, non in questo libro. Certo, la storia è molto bella, scorrevole e intrattiene il lettore splendidamente. Sì, l'ironia condisce al momento giusto i passaggi più frivoli e il dramma non è risparmiato in altri, donandole così un valore aggiunto. La tensione amorosa  c'è e si percepisce anche molto bene e, a onor del vero, il triangolo sembra costruito altrettanto bene; ma quel qualcosa che ti inchioda al libro e ti incatena ai personaggi sinceramente non l'ho trovato. Quel tocco di genialità è mancato, secondo me. Ovviamente mi auguro invece, con tutta me stessa, di imbattermi in esso nei successivi capitoli, che mi dicono tra l'altro essere uno migliore dell'altro, ma per ora non posso far altro che rimanere ferma della mia idea: la Clare è una buona narratrice, sa intrecciare bene i fili di una vicenda, sa ricamarla ugualmente bene, ma non è riuscita a renderla unica. 
E dunque il mio verdetto finale è che L'angelo è un buon romanzo urban fantasy, è scritto bene e sa intrattenere. La storia scorre, la lettura è piacevole, gli elementi originali ci sono, i Nephilim e il mondo creato da Cassandra Clare sono interessanti, ma è mancato quel qualcosa per rendere davvero unico e incredibile il tutto! Spero naturalmente di ricredermi in seguito! :)

Coinvolgimento

Buono e costante per tutta la durata del romanzo. La storia affascinante  e lo stile fresco e scorrevole dell'autrice unitamente con personaggi che sono un piacere leggere, mi hanno permesso un buon coinvolgimento nella vicenda. Unica pecca (se così vogliamo chiamarla) i capitoli a volte troppo lunghi. 4/5

Stile

Fresco semplice e lineare, perfettamente in linea con il tipo di romanzo. Ho apprezzato tantissimo l'ironia, sempre collocata nei punti e nei momenti giusti, dall'autrice. Buonissimi anche i dialoghi che mi sono sembrati perfettamente in linea con l'ambientazione del romanzo e mai banali. 5/5

Personaggi

In generale molto buone le caratterizzazioni di tutti loro, sia primari che secondari, e gli intrecci che la Clare ha deciso di instaurare tra loro. Il triangolo mi ispira parecchio sopratutto perchè mi sembra ben costruito e solido; prevedo interessanti evoluzioni future. Non posso negare però di non aver riscontrato delle similitudini con l'altra trilogia dell'autrice: in particolare su Will, Tessa e Jessamine, nonostante ciò non sia stato per me un elemento troppo negativo. Inoltre, alcune dinamiche che i personaggi intraprendono nel corso della narrazione sono facilmente intuibili ben prima del loro sviluppo.
In generale quindi, i personaggi sono risultati buoni. 4/5

Vicenda

Interessante, intrigante e a tratti ben costruita. Buona la sostanza urban fantasy su cui si basa ma anche qui, non  eccellente. Forse le mie aspettative erano troppo alte o forse mi sono lasciata influenzare troppo dai commenti altrui, ma mi sarei davvero aspettata qualcosa di più. Anche in questo caso ripongo la mia fiducia sui successivi volumi. Gli intrecci sono originali, i twist ci sono e sono anche buoni, ma la sostanza mi è sembrata sempre un po' la solita minestra riscaldata. Ottime invece le contaminazioni con un pizzico di steampunk che ho adorato. 3/5

(Cover: Io proprio non capisco questa mania di cambiare le cover, giuro. Per la Clare poi, bisognerebbe fare un discorso a parte! Per carità non è la peggiore (Città di vetro credo che le batta tutte in quanto a schifezza) ma non capisco perchè si sia dovuto cambiare la cover originale che era molto bella e piena di particolari inerenti al romanzo. E quei tra graffi?! Qualcuno mi spieghi  da dove sono usciti!!! 3/5)



Consigliato? Sì, se avete amato la Clare nella sua precedente doppia trilogia troverete sicuramente ciò che avrete amato. L'angelo è anche un ottimo modo per conoscere la l'autrice se ancora non l'avete fatto dato che, per me,  è superiore a Città d'ossa in quanto a inizio di serie. Potreste trovarlo di vostro gradimento anche se cercate un UF ambientato nella Londra Vittoriana.

Giudizio: 4/5


Recensione - Eden

Cari Lettori,
ecco la recensione del giorno!

EDEN
ALESSANDRO CORTESE
ARPANET
145 PAGINE
12,00 €
(#1 Eden)




Trama
(dalla copertina)

Un’audace reinterpretazione della Storia della Creazione e del Giardino dell’Eden dal punto di vista degli angeli. Un gruppo di ribelli, tra insospettabili tradimenti ed enigmatici spiriti, decide di scoprire che cosa significhi libertà.

Commento Personale

La prima volta che ho cercato in rete informazioni sull'autore e sulle sue opere mi si sono aperte davanti agli occhi intere pagine con recensioni entusiaste e positive, piene di lodi rispetto allo stile e al contenuto di cui andrò a parlarvi. Io voglio essere onesta fin da subito riguardo a ciò che ho provato e vi dico perciò che, nonostante tutte le premesse assolutamente positive con cui sono partita e nonostante l'impegno profuso nella lettura del romanzo, non sono riuscita a entusiasmarmi così tanto e così profondamente come avrei voluto. Sarà che il libro rientrava nella mie corde solo sulla carta, perchè una volta iniziato ho avuto da subito seri problemi con lo stile, sarà anche che sono abituata a un altro tipo di letture, ma Eden è stato contemporaneamente un tormento e uno svago in quanto a lettura. Sicuramente l'autore ha talento, questo è indubbio e ci tengo a precisarlo già da ora. Leggendo, fin da subito risulta infatti ben evidente la competenza di Alessandro Cortese sia per quanto riguarda i temi affrontati (si percepisce infatti molto chiaramente il lavoro di ricerca e il livello di accuratezza con il quale è stato svolto), sia per ciò che concerne stile con il quale il libro è scritto. Anche l'argomento portante, attorno al quale ruotano le vicende descritte, risulta da  subito interessante e originale, una prospettiva nuova e inedita su un argomento - al contrario - conosciuto dai più. Tuttavia, nonostante tali indubbi elementi di forza, non sono riuscita e entrare davvero in contatto con la storia e i personaggi, che sono sempre rimasti sullo sfondo, senza mai riuscire a conquistare pienamente la mia mente.
In ultima analisi e per quanto mi riguarda quini, Eden è risultato un testo impegnativo, poco scorrevole sotto certi punti di vista e che non sempre ha saputo intrattenermi come mi sarei aspettata, ma al contempo è stata anche una lettura molto interessante e che ha saputo proporre un'originale reinterpretazione della storia della Genesi dal punto di vista degli Angeli e dei concetti a essi legati, esplorando il labile confine tra il bene e il male e ponendo al centro della narrazione l'affascinante figura di Lucifero. 
Mi sarebbe davvero piaciuto riuscire a emozionarmi fino in fondo per la storia che l'autore ha voluto raccontare, ma purtroppo così non è stato; ciononostante rimango dell'idea che lavorando su alcuni aspetti, in futuro, potrei decisamente apprezzare maggiormente i lavori di Cortese.

Coinvolgimento

Purtroppo abbastanza basso. Il ritmo narrativo è stato troppo veloce per i miei canoni,. Nonostante l'originalità, lo stile ostico mi ha impedito grandemente di entrare a fondo sia per quanto riguarda il coinvolgimento nella vicenda che per personaggi stessi. Preferisco decisamente una una narrazione più lenta e delicata che accompagna gradualmente il lettore all'interno del mondo creato dall'autore e che sia più esplicativa e più dettagliata, anche in termini di descrizioni. Sicuramente in questo caso avrebbe grandemente giovato una "strategia" del genere, data sopratutto l'originalità intrinseca del romanzo che rimane il punto di forza del libro. 2/5

Stile

Probabilmente la colpa è mia, ma io ho trovato davvero difficile lo stile dell'autore, sopratutto all'inizio, dove ho faticato fortemente a inquadrare un po' tutto: dall'ambientazione ai personaggi, perfino al contenuto. Durante la lettura ho avuto infatti seri problemi a relazionarmi con quello che si stava descrivendo e più volte ho  dovuto rileggere per essere sicura di aver capito bene. Personalmente l'ho trovato davvero poco scorrevole, a tratti arcaico e troppo spezzato. Non mi ha permesso di addentrarmi fino in fondo nella narrazione e ha  influito fortemente nel coinvolgimento. Troppe poche descrizioni a beneficio del lettore, che si trova spaesato, abbandonato e catapultato in un mondo estraneo, senza troppe spiegazioni a supporto.  2/5

Personaggi

L'idea di base attorno al quale ruoto il libro è molto originale e intrigante e anche i personaggi non sono da meno. Gli angeli sono da sempre creature che sanno esercitare su di me un fascino tutto particolare e mescolare accostando tradimenti e cospirazioni agli angeli stessi è stato un colpo di genio, almeno per quanto mi riguarda. Purtroppo però, per tutte le ragioni scritte precedentemente, ho avuto diversi problemi a entrare in relazione con i personaggi del romanzo e ciò non mi ha permesso di vivere appieno l'intreccio e i protagonisti stessi. 
Un approccio più lento e descrittivo sarebbe stato decisamente più appropriato.  3/5

Vicenda

Come detto precedentemente, l'idea di fondo del romanzo è molto buona e originale. Lo svolgimento non mi ha fatto impazzire dati anche tutti i problemi  a cui sono andata in contro durante la lettura. In generale direi che gli spunti sono ottimi, anche se personalmente avrei lavorato maggiormente sui contorni della storia stessa, per renderla più accessibile a ogni lettore. 3/5

(Cover: Mi piace! E' diversa dalle altre copertine e sicuramente attira il lettore. E' in tema in oltre con la grafica del libro, rimandando perfettamente all'idea di qualcosa di arcaico e misterioso! 4/5)

Consigliato? Come sempre mi piace dire in questi casi, il mio è un giudizio puramente soggettivo e come tale è da considerarsi.  Il mio consiglio è di dare un'occasione al libro se siete interessanti a una bella e originale reinterpretazione di alcuni fatti biblici; potreste forse  apprezzarlo maggiormente di quanto abbia fatto io.

Giudizio: 2.5/5


venerdì 2 agosto 2013

Fast Reviews # 14 - Tutto ciò che sappiamo dell'amore

Cari Lettori,
ecco un'altra Fast Review per voi (l'ultima!!)

TUTTO CIO' CHE SAPPIAMO DELL'AMORE
COLLEEN HOOVER
RIZZOLI
337 PAGINE
16,00 €
ED.RILEGATA
(# 1 Slammed)



Trama
(dalla copertina)

Lake arriva in Michigan dopo la morte del padre, rassegnata ad affrontare un nuovo, faticoso inizio. La risalita appare all'improvviso dolce grazie a Will, il vicino di casa, a sua volta costretto dalla vita a crescere in fretta. L'intesa è immediata, ma il primo giorno nella nuova scuola Lake scopre che il loro è un amore impossibile: Will è uno dei suoi professori - giovanissimo, ma dall'altra parte della barricata. Altrettanto impossibile allontanarsi, dimenticarsi, rinunciare: e così Lake e Will si parlano attraverso la poesia, anzi, le poesie, in pubblico ma in segreto, servendosi di uno slam - una gara di versi - per dirsi tutto ciò che devono e vogliono dirsi. Alla fine è qualcosa di molto semplice, di essenziale: tutto ciò che sappiamo dell'amore è che l'amore è tutto, come ha scritto Emily Dickinson a nome di tutti noi.

Commento Personale

Dopo aver udito e letto praticamente ogni possibile commento positivo sul conto di questo romanzo e dato il punteggio impressionante in termini di stelline raggiunto su Goodreads, ho deciso di dare anche io un'occasione all'autrice e constatare di persona se tutte le lodi fossero effettivamente meritate o meno. Se mi seguite da un po', saprete certamente che il genere drammatico non è tra le mie scelte primarie in fatto di lettura. A costo di risultare patetica e infantile nonchè completamente scollegata dalla realtà, io sono la classica lettrice che ricerca (si potrebbe quasi dire spasmodicamente) l'happy ending, sempre e comunque. Il dramma inteso come realismo nei libri, le storie che raccontano i problemi della vita quotidiana, i resoconti dettagliati delle sfortune accorse a una persona o a più, non sono quasi mai oggetto delle mie scelte letterarie e i libri strappalacrime che leggo nel corso dell'anno si possono veramente contare sulle dita di una mano tanto sono rari. Onestamente, leggendo  nove volte su dieci per pura evasione, ritrovarmi un romanzo con gli stessi problemi da cui rifuggo nella realtà non è quasi mai il mio obiettivo primario: io voglio evasione e distaccamento, fuga e allontanamento. Voglio perdermi tra le pagine del libro e lasciare fuori il mondo vero; il che-ovviamente- non vuol dire che il dramma in termini di relazioni tra personaggi non deve esserci anzi, ma decisamente lo preferisco contestualizzato in ambiti fantastici.
Tutta questa lunga premessa solo per dire che Tutto ciò che sappiamo dell'amore è una storia drammatica e realistica, dalla quale la sottoscritta non si aspettava minimamente il coinvolgimento che invece ne è derivato. Sarà stato per lo stile fluido ed estremamente scorrevole della Hoover, o forse perchè il romanzo si è fatto leggere veramente in poco tempo e la voglia di sapere come sarebbe finita la vicenda aumentava insieme con le pagine, o ancora perchè i personaggi  sono stati tratteggiati meravigliosamente, ma a un tratto sono rimasta completamente avvinta dalla vicenda, senza sapere nemmeno io come. Con ciò non sto dicendo che il romanzo sia esente da difetti come, per esempio, la troppa velocità nella relazioni intrecciata tra Lake e Will e la scontatezza nell'evoluzione della vicenda da un certo punto in poi (insomma che la mamma di Lake stesse morendo l'avevo capito dall'inizio perfino io)ma la dolcezza che permea ogni singola pagina, quella è stata davvero una sorpresa che non mi sarei mai aspettata di trovare e apprezzare! Immaginatevi quindi il mio ulteriore stupore quando, a fine romanzo, leggendo le ultime pagine, ho cominciato a piangere senza ritegno alcuno nonostante mi fossi ripromessa di non farlo assolutamente! La Hoover ha saputo creare un piccolo gioiellino di libro, per il quale non trovo altro aggettivo che delizioso. Ho adorato il personaggio di Will (perchè certi personaggi non possono uscire dalle pagine!?) e la storia "proibita" che intreccia con Lake, mentre di lei ho amato la forza interiore con la quale affronta gli ostacoli che la vita le pone davanti. I personaggi sono senza dubbio il punto forte della storia, tratteggiati e sfaccettati ad arte e la storia, seppur nella sua semplicità, risulta in definitiva accattivante e coinvolgente. Ripeto, alcuni piccoli punti in ombra rimangono, scelte narrative e costruttive per lo più che si legano poi inevitabilmente ai miei gusti personali, ma che in ogni caso mi impediscono di assegnare un punteggio massimo.
 Tuttavia nulla toglie il valore intrinseco che un romanzo del genere, così intenso, dolce e riflessivo, porta con sè e che per questo motivo consiglio a tutti di leggere, indipendentemente dai gusti.

Coinvolgimento 4/5
Stile 4/5
Personaggi 5/5
Vicenda 5/5

Giudizio: 4.5/5


giovedì 1 agosto 2013

Sui cambiamenti

Cari Lettori,
come avrete notato, il blog ha cambiato grafica! Si, beh, non sarà eccezionale, ma dato che la sottoscritta è una frana con queste cose e dato che è tutta farina del mio sacco posso ritenermi ragionevolmente soddisfatta! E a voi, piace? :)


Oltre alla grafica ho sentito l'esigenza di cambiare anche un paio di cosette sparse qui e là. I cambiamenti maggiori sono sopratutto nella barra laterale che ho cercato di snellire il più possibile. Innanzitutto ho tolto un po' di link inutili e vecchi che ormai non servivano più al loro scopo (e mi dicono, appesantivano il caricamento del blog in apertura). Ho tolto anche i link ai contatti di Facebook e Twitter perchè sono reperibili nella sezione Contatti, in alto nella barra, insieme a tutti gli altri posti in cui potete trovarmi!
 Ma il cambiamento più importante è sicuramente a carico delle Rubriche: molte di esse erano ferme da più di un anno ed era ormai senza senso tenerle lì a prendere polvere. Rubriche come Operazione Classici, Poems, Waiting For, Ogni libro ha il suo gusto e On my wish list sono state chiuse definitivamente perchè non ho più tempo per aggiornarle con costanza! (Ma il futuro non è mai scritto, dunque chissà, magari cambierò idea un domani). Tutte le puntate trascorse rimarranno comunque visibili e commentabili, ma saranno reperibili solo tramite la sezione Ho parlato di, nella barra a destra, in cui dovrete selezionare il tag a cui corrisponde la rubrica (rispettivamente operazione classici, poems, waiting for, gusto, on my wl). Tutte le altre rubriche che porterò avanti sono invece reperibili nella barra in alto, subito sotto l'header!
Inoltre, devo ancora decidere cosa fare con la sezione  Challange e Series, che per il momento non sono visibili. 
Sempre nella barra in alto è apparsa inoltre una nuova pagina: Aforismi e Citazioni. Ebbene sì, dopo innumerevoli richieste, finalmente ho raccolto tutte le frasi in un unico posto, a vostra disposizione per essere lette, rilette e consultate!

Ok, mi sembra di avervi detto praticamente tutto.
 Per ogni dubbio o domanda non esitate a scrivermi come sempre! :)

A presto!



Aforismi e citazioni

Cari Lettori,
siamo ad Agosto! E io sono bianca come una mozzarellina :)
Non so voi, ma Agosto è uno dei miei mesi preferiti (nonostante sia in estate e sia risaputo quanto io odi l'estate!) perchè per me fa rima con vacanze! Le tanto sospirate vacanze!!*sospira*

In ogni caso, eccoci ritrovati con un nuovo appuntamento con la frase letteraria del mese!
Questa volta ho scelto una frase tratta da un libro che ho letto qualche tempo fa e che mi è rimasta particolarmente impressa (a dire la verità me ne sono rimaste impresse più di una, ma magari ve le proporrò in seguito). Questa in particolare però la voglio condividere con voi per un motivo ben preciso di cui  non vi anticipo nulla, almeno per ora  (perchè sono cattiva, sì lo so! ). 
Vorrei proprio sapere cosa ne pensate e se siete d'accordo!

I lettori sono sciocchi. Credono che la scrittura sia sempre autobiografica. E in effetti lo è, ma non come pensano loro. La vita dello scrittore ha bisogno di tempo per marcire prima di poter essere usata per nutrire un’opera di fantasia. Bisogna consentirle di decomporsi.” 
Diane Setterfield - La Tredicesima Storia

A presto!


Yes & No (18)




Cari Lettori,
come ogni fine mese eccoci arrivati a una nuova puntata di Yes & No, rubrica mensile del blog nella quale facendo un bilancio delle mie letture promuoverò il miglior e il peggiore libro del mese. Semplice no?
Partiamo subito allora...


Questo mese è stato un vero delirio! Tra la fine di Giugno e l'inizio di Luglio sono stata impegnatissima, esattamente come verso la fine del mese ed ecco quindi spiegata la mia poca presenza e costanza nell'aggiornarvi. Per fortuna che questo delirio è passato :) In ogni caso, non sarebbe stato da me non leggere nemmeno una riga e infatti sono riuscita comunque a leggere un bel numero di romanzi. Ecco dunque la lista:

1- Obsidian – Jennifer L.Armitrout

2- La Diciannovesima Luna – Kami Garcia e Margaret Stohl
3- Nell’angolo più buio – Elizabeth Haynes 
4- Reached . l’arrivo – Ally Condie 
5- Tutto ciò che sappiamo dell’amore - Colleen Hoover 
6- Shadowhunters – L’angelo – Cassandra Clare
7- La verità sul caso Harry Quebert – Joel Dicker 


Per il libro Yes questa volta vado direttamente sul sicuro perchè senza indugi scelgo Nell'angolo più buio di Elizabeth Haynes (Giano). Un thriller fantastico e perfetto che ho adorato. Caratterizzazioni ottime e intreccio da togliere il fiato! Assolutamente consigliato. QUI la mia recensione.




Nessuna opzione per il libro Ni questa volta :)

Mentre per il libro No a malincuore scelgo Reached di Ally Condie (Fazi).Capitolo conclusivo della Matched Trilogy è stato davvero una delusione su tutti i fronti! Non sembra nemmeno scritto dalla stessa persona che ha scritto i primi due romanzi (che ho, al contrario, amato profondamente) Noioso e ancora noioso! Un vero peccato perchè chiudere una trilogia in questo modo è un vero dispiacere. QUI la mia recensione.



E anche per questo mese è tutto!
Ora tocca a voi! Quali sono state le vostre letture Yes & No?