domenica 13 gennaio 2013

Recensione - Le parole del nostro destino

Cari Lettori,
ecco la recensione del giorno!

LE PAROLE DEL NOSTRO DESTINO
BEATRIZ WILLIAMS
NORD
460 PAGINE
17.60 €
ED. RILEGATA



Trama
(dalla copertina)

Amiens, Francia, 1916. Incurante della pioggia battente, una donna è in attesa fuori della cattedrale. Tra i fedeli raccolti in preghiera, c'è il capitano Julian Ashford, l'uomo per cui lei ha sacrificato ogni cosa e che tuttavia non rivedrà mai più. Quando tornerà in trincea, Julian morirà. Ma lei è lì per riscrivere il loro destino. Il nome della donna è Kate...
New York, oggi. Incurante del gelo, una donna è in attesa davanti alla porta di Julian Laurence: sebbene sia la vigilia di Natale, deve consegnargli dei documenti urgentissimi. I due si sono conosciuti il giorno precedente, eppure, quando lei entra in casa, lui si comporta come se l'aspettasse da sempre, come se l'amasse da sempre. Ricambiare quell'amore le sarà facile: Julian è uno degli uomini più ricchi e affascinanti di Manhattan, è romantico, appassionato, intenso, Per qualche mese, la vita diventa un sogno da cui non ci si vorrebbe svegliare mai più... Ma poi, dal nulla, spunta un libro: la biografia di Julian Ashford, un prezioso volume corredato di foto e di lettere scritte dal celebre poeta-soldato durante la prima guerra mondiale. La donna non ha dubbi: la calligrafia elegante e ordinata, gli occhi gentili, il volto che s'intravede sotto il berretto sono del suo Julian. E quel libro sta per segnare il loro destino. Il nome della donna è Kate...
In un turbine di sentimenti e di misteri, di speranze e di passione, "Le parole del nostro destino" racconta la storia di un amore vero, un amore unico, un amore eterno.


Commento Personale

Se mi seguite da un po' saprete certamente del mio amore per i romanzi di Diana Gabaldon. Cosa c'entra, vi starete chiedendo senza dubbio? Ve lo spiego subito: è stata la saga della Straniera a farmi scoprire per la prima volta - e farmi amare, diventando anche il mio metro di paragone- i romanzi time travel, ovvero quei romanzi con i viaggi del tempo all'interno della storia. Da quel momento è stato amore profondo e, ancora oggi, queste storie hanno su di me un potere attrattivo incredibile. Basta che si accenni a un possibile viaggio nel tempo sulla copertina o nella trama e cado letteralmente in balia del libro in questione, smaniando per leggerlo. Ebbene, questo è precisamente ciò che mi è accaduto con Le parole del nostro destino. Mi sono lasciata abbindolare e sono caduta come una pera cotta dall'albero, schiantandomi al suolo! Non nascondo infatti che credevo la lettura di questo romanzo profondamente diversa. Mi ero immaginata una storia epica, un'avventura mozzafiato nelle pieghe del tempo, indietro fino all'inizio del secolo scorso (una delle mie epoche storiche preferite, tra l'altro) e poi nuovamente nel presente. E sopratutto mi ero immaginata un amore più forte del destino e della Storia, una magnifica love story sfavillante, eterna, combattuta con ogni forza e infine vinta. Insomma, mi ero immaginata qualcosa proprio  nello stile della Gabaldon. Bene, niente di più lontano!!! L'unica parte degna della denominazione time travel in questo romanzo è la fine - dove effettivamente avviene un viaggio a ritroso nel tempo - e parte dell'inizio, dove si alternano capitoli ambientati alla vigilia della battaglia della Somme e capitoli ambientati nel 2007 a Wall Street; mentre la magnifica love story di cui sopra, si è trasformata in un mega rendiconto melenso e stucchevole delle interazioni tra i due protagonisti. Tutta, e sottolineo tutta, la parte centrale della vicenda (e del libro) oltre a essere inutile diventa così anche incredibilmente noiosa dato che altro non è che un'interminabile ripetizione di quanto il lui della situazione sia bello, aitante e ricco sfondato, di quanto lei lo ami, di quanto lui ami di rimando lei e - ovviamente- di un sacco di  sue fisime mentali che nessuna sana di mente si sognerebbe mai di pensare! Insomma, da time travel mi sono ritrovata per le mani un Harmony (senza offesa!) di bassa lega, tedioso oltre ogni dire, traballante nell'intreccio oltre che estremamente semplice e in definitiva noioso per gran parte della lettura. Va bene dipingere l'amore tra i due protagonisti come l'unico e assoluto, ma ho avuto come l'impressione che all'autrice fosse sfuggito di mano il vero obiettivo del libro: ha calcato troppo la mano sulla storia d'amore, facendo diventare il tutto molto statico e ripetitivo, per poi condensare in pochi e velocissimi capitoli alla fine il vero succo della vicenda. 
Purtroppo sono rimasta abbastanza delusa da questo libro, le idee erano ottime e sarebbe potuto venire fuori davvero una meravigliosa storia, ricca e corposa, coinvolgente oltre ogni dire. Peccato veramente!!

Coinvolgimento

Molto altalenante! L'inizio è molto coinvolgente data l'alternanza di capitoli di cui sopra, così come la fine che vede finalmente un po' di azione nel vero senso della parola. Ma tutta la parte centrale è davvero stagnante! Noiosa e troppo concentrata sulla storia d'amore dei due personaggi. Su più di quattrocento pagine, la metà poteva essere tranquillamente evitata, risparmiando così al lettore inutili scene davvero troppo melense e in definitiva fini a se stesse. 3/5

Stile

Sono rimasta piuttosto sconcertata dallo stile dell'autrice. Sarà che avevo in mente un'idea tutta mia di questo romanzo, ma lo stile davvero colloquiale con la quale la Williams ha scritto mi ha lasciato senza parole. Sicuramente è scorrevole e mai pesante e, probabilmente, il suo intento era rendere i due protagonisti alla portata di qualsiasi lettore, facendogli apparire ne più ne meno diversi da qualsiasi ragazzo/a di oggi giorno, ma il suo intento è purtroppo fallito. Mi ha lasciato infatti addosso un senso di disillusione stranissimo: è come se fosse riuscita a spogliare di ogni poeticità quel poco d'incanto che era riuscita a creare nelle prime pagine, appiattendo ogni mia emozione, riducendo il tutto a un misero scambio di battute a mio parere un po' squallide e demenziali.
Davvero non credo di aver mai provato niente di simile a riguardo. A mio avviso è totalmente inadatto alla narrazione, ottiene un punticino in più però solo per la scorrevolezza. 3/5

Personaggi

Anche sotto questo aspetto l'autrice mi ha lasciato senza parole, e non in positivo. Si nota il suo sforzo di donare tridimensionalità ai suoi protagonisti, di caratterizzarli più profondamente ma quello che ne risulta in verità è l'esatto opposto: delle simpatiche macchiette, nel migliore dei casi. Tralasciando alcune inverosomiglianze pazzesche, tutti e due mi hanno l'impressione di diventare sempre più rimbambiti con l'andare avanti della vicenda (mi scuso per il vocabolo poco forbito ma  è l'unico che mi viene in mente adesso e renda bene l'idea!!!). Lei è una vera palla al piede: oltre a fare pensieri sconnessi e davvero senza senso, è sempre pronta a lamentarsi, a cacciarsi in qualche guaio o ad arrabbiarsi con la persona sbagliata salvo poi scusarsi e ricominciare tutto d'accapo per altre trecento pagine. Lui è il classico belloccio - ovviamente straricco- di turno, innamorato perso di lei (di cosa poi non si è capito!) pronto a soddisfare ogni suo minimo capriccio, naturalmente.
Purtroppo li ho trovati troppo stereotipati, troppo irreali e troppo poco approfonditi, benchè l'autrice si soffermi sui dettagli: è chiaro però che descrivere i vestiti non equivale a descrivere veramente un personaggio. E poi sono davvero poco credibili, sopratutto lui: ha combattuto nelle trincee della prima guerra mondiale e l'unico shock  di cui ha risentito (nonostante fosse un pluridecorato combattente) è stato quello di continuarsi ad alzare presto la mattina come faceva in passato per evitare le sortite nemiche e le bombe!? 2/5

Vicenda

La vicenda aveva un suo grande potenziale - è da ammettere - ma ovviamente è stato gestito malamente. Salvo  le prime trenta /cinquanta pagine iniziali e finali, tutto il resto l'ho trovato onestamente evitabile. Troppo concentrata sulla storia d'amore l'autrice si è semplicemente "dimenticata" di far accadere gli eventi, per poi concentrarli totalmente nel finale, creando così non solo noia nel lettore ma anche rabbia. Particolari inutili, situazioni superflue e ripetitive, avvenimenti che si risolvono in un non niente: in quelle trecento pagine centrali non accade di fatto proprio niente di niente!!!!. Un vero peccato dato che l'autrice aveva mille modi per sfruttare l'argomento "viaggi nel tempo" in modo decisamente più soddisfacente. 3/5

(Cover: La cover italiana è abbastanza carina, a mio avviso forse più della versione originale (di cui però è molto meglio il titolo, decisamente più calzante), ma è totalmente inadatta a caratterizzare il romanzo! Dà l'idea di un romanzo "serio" e puntuale mentre invece  è evidente che non era affatto questa l'idea dell'autrice la quale sia attraverso lo stile, sia attraverso la caratterizzazione dei personaggi, si indirizza decisamente verso un tipo di romanzo più "leggero" e semplice. 2/5)



Consigliato? In giro per il web il romanzo ha ottenuto tutto sommato dei buoni risultati. Se dipendesse  esclusivamente da me vi direi di lasciar perdere: esiste di meglio in giro. Tuttavia, se amate i romanzi dove la storia d'amore è l'unico e vero elemento portante della trama allora forse, potrete trovare in questo libro una valida lettura.

Giudizio: 2.75 /5

Questa recensione partecipa alla Women Challenge di Peekabook.it


15 commenti:

  1. A me questo libro non ha mai incuriosita, la trama non mi convinceva, sapeva troppo di storia d'amore banale, infatti era nella mia "lista mentale" dei libri da non provare. La tua recensione danno conferma ai miei dubbi, sei stata fin troppo buona vista la scarsità dei contenuti!

    RispondiElimina
  2. Io questo libro c'è l'ho in ebook ancora da leggere e come hai detto tu in giro per il web ha avuto un discreto successo infatti e la prima recensione negativa che ho letto ^^ comunque sono curiosa di leggerlo nonostante tutto :)

    RispondiElimina
  3. Morna, anche io pensavo e speravo di trovarmi un time-travel alla Gabaldon, ma LA STRANIERA è e rimane tutt'ora il migliore tra i romanzi di quel genere, che abbia letto. Fermo restando la mia curiosità, mi fido del tuo giudizio, anche perché raramente trovo recensioni così accurate e ben scritte, ben argomentate. Nemmeno io amo un testo troppo melenso… Perciò seguirò il tuo consiglio. ^_^

    RispondiElimina
  4. @Sara: grazie :) ma devo dire che mi è dispiaciuto un po': avevo grandi aspettative per questo romanzo!

    @Lady Dabora: naturalmente questo è solo il mio parere, poi i gusti sono gusti :) Ma sono curiosa di sapere cosa ne penserai quando lo leggerai ^^

    @Ella: Ohhh ma grazie *arrossisce* Non sai quanto mi fanno piacere la tue parole! ^_^ Concordo comunque, la Straniera è inimitabile :D

    RispondiElimina
  5. Aaaaah, che peccato. Questo libro ce l'ho in wishlist dal momento in cui ne ho sentito parlare, ho sempre sperato di trovarlo a metà prezzo sul sito "Libraccio", ma non è mai successo....
    E con questa tua recensione, credo non proverò neanche più a cercarlo... Se avrò modo di leggerlo bene, ma di certo non è in testa alla lista dei libri che desidero.

    RispondiElimina
  6. Ragazze...io sul finale ho qulche dubbio...Ma la Kate conosciuta da Julian duante la guerra è già quella "venuta dal futuro"??

    Grazie per il chiarimento!!!

    RispondiElimina
  7. @Alessia: cara, oddio non vorrei essere responsabile di quella che avrebbe potuto essere la migliore lettura dell'anno XD. Magari continua a farci un pensierino se lo trovi, i gusti son gusti ;)

    @Anonimo: da quello che ho capito io si, è lei. Da qualche parte nel romanzo la Williams parla di concezione circolare del tempo, quindi tutto quello che vivono i protagonisti era già accaduto :)

    RispondiElimina
  8. Grazie Morna e complimenti davvero per la tua recensione...credo dovrò rileggere alcune parti del libro per fare un pò più di chiarezza...sul finale, l'ansia di scoprire mi ha indotto a sorvolare su alcuni paragrafi :-)
    TI chiedo un ultimo parere: se tu dovessi dare un volto noto a Julian..che volto gli daresti?
    Grazie mille!!

    RispondiElimina
  9. Grazie mille ^^ Si, anche a me capita ogni tanto quando sono presa nella lettura ;) Non so tu, ma io durante la lettura avevo in mente lui (spero funzioni il link): http://3.bp.blogspot.com/-LuNaoO6Widc/ULY6RhE3OTI/AAAAAAAAJ3E/E7TKT64-PBQ/s1600/1.jpg

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Niente male come idea!..io durante la lettura ho pensato spesso al nuotatore francese Camille Lacourt, hai presente?

      Elimina
  10. mbè...bel figliolo pure lui XD niente male anche la tua scelta! :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Visto che sei tanto gentile approfitto della tua disponibilità: a tuo avviso, perché Warwick odia tanto Kate? (A New York)

      Elimina
  11. Figurati, se vuoi puoi aggiungermi su fb o contattarmi anche tramite e mail :)
    Questa onestamente non la so! Pura e semplice antipatia? Non saprei davvero cosa risponderti, effettivamente l'autrice non dà una spiegazione esauriente al riguardo...

    RispondiElimina
  12. Io lo sto leggendo, x la verità nn ci sto capendo granché, vorrei sapere ma julian del futuro muore? X questo lei va nel passato?

    RispondiElimina
  13. Angela, onestamente dopo un anno non mi ricordo...mi pare però che lei torni indietro per salvarlo nel passato ma, come ti ho detto, ho vaghi ricordi :)

    RispondiElimina

Grazie per aver lasciato un tuo commento!!!